settembre 3rd, 2010SHREK: E VISSERO FELICI E CONTENTI
Shrek Forever After (Usa, 2010) di Mike Mitchell
Il voto di Paolino è… 5½
Il matrimonio rovina la gente. Lo capisce pure Shrek, a sue spese: una moglie, tre figlioletti ruttanti e scoreggianti, altri tipi di creature non ben definite (Ciuchino potrebbe essere definito la suocera rompicoglioni, mentre il Gatto con gli stivali avrebbe forse la parte del suocero, più pacato e comprensivo…): insomma, la vita da orco, quando spaventava gli abitanti di Molto Molto Lontano con i suoi ringhi famelici, è un remoto ricordo. Così in preda alla disperazione Shrek stringe un patto col subdolo Tremotino e stipula un contratto con il quale, per un giorno, vivrà in un “universo alternativo” dove un orco è ancora un orco.
La saga finisce qui, e credo nessuno la rimpiangerà. Quanto il primo episodio fu rivoluzionario, nella scrittura e nei personaggi, quanto tutti i seguenti sono stati stanche ripetizioni dell’idea originale, senza una novità, senza un guizzo, senza un vero motivo per riportare tutta la baracca su grande schermo se non il lauto botteghino. Questo quarto capitolo tenta di ridare linfa all’orco verde riportandolo agli inizi, ma Shrek non è più quel Shrek e quindi tutto il film si rivela un gigantesco bluff. I personaggi di contorno sono sempre i soliti, da Fiona che non è mai e poi mai stata un buon character, a Ciuchino che a tratti diverte e a tratti stanca. Credo che il migliore di tutti sia stato e sia rimasto il Gatto con gli Stivali, un esserino furbo, un animaletto scaltro nella parola e nel cervello, una rappresentazione sempre arguta del mondo di opportunisti in cui viviamo, che rivedremo in uno spin-off a lui dedicato (anche in italiano ha la voce di Antonio Banderas come nella versione originale).
Tra gag lente e stanche, e l’ormai inflazionatissima scena di ballo (BASTA! da amante del musical dico che non se ne può più di vederne una in OGNI cartoon esca al cinema da 3/4 anni a questa parte!), la saga volge all’epilogo senza lasciare nulla allo spettatore. E se il capostipite era stato un film dedicato e indirizzato agli adulti, col tempo tutto si è fatto più fanciullesco e oggi piacerà tanto ai bambini ma meno a chi cerca ironia e intelligenza.
Segue il trailer. Read the rest of this entry »







