Michael Fassbender, Nicolas Winding Refn (vincitore della Palma a Cannes come miglior regista) e il suo Drive completamente snobbati.
Basterebbero questi pochi esempi per farvi capire come spesso, per agguantare o perdere una nomination, sia decisivo il successo o l’insuccesso di un film al botteghino. Allen, la cui nomination per la sceneggiatura originale può anche essere accettata, come regista non è mai stato nulla di che. Il rivoluzionario Refn doveva essere almeno nella cinquina.
Segnalo la candidatura come miglior attore dello sconosciuto Demian Bichir (l’Esteban Reyes di Weeds) per A Better Life di Chris Weitz, qualche riconoscimento a La talpa (Gary Oldman alla sua prima nomination della carriera, più colonna sonora e sceneggiatura) che dai Golden Globes era stato dimenticato, ben 10 nomination per The Artist che potrebbe rivelarsi il vero outsider dell’anno assieme a Paradiso amaro (5 candidature) e 11 per Hugo Cabret di Scorsese, mentre Eastwood viene completamente snobbato per il suo J. Edgar e David Fincher riceve un paio di contentini per il suo remake di Uomini che odiano le donne. L’arte di vincere arriva ad un totale di 6 nomine (il film sportivo in USA tira sempre) alla pari con War Horse di Spielberg, mentre The Help si ferma a quota 4.
The Tree of Life e Terrence Malick agguantano tre nomination. Grazie a Dio la Pixar quest’anno non ha la nomination per il suo film d’animazione (Cars 2) ma a sorpresa manca anche lo spielberghiano Tintin (che pochi giorni fa ha invece vinto proprio come miglior cartoon ai Golden Globes: tanto per dire…)
Infine fa sorridere, ma per la “Miglior canzone” sono candidati solo due film: I Muppet e Rio.
The Darkest Hour (Usa/Russia, 2011) di Chris Gorak, con Emile Hirsch, Olivia Thirlby, Max Minghella, Rachael Taylor, Joel Kinnaman, Veronika Ozerova
Il voto di Paolino è… 4
Due giovani americani volano a Mosca per vendere ai russi un’applicazione per smartphone di loro creazione. Arrivati sul posto scoprono però che un collega svedese (Joel Kinnaman, The Killing) ha fregato loro l’idea e li ha preceduti. Consolandosi la sera stessa al bancone di un bar, vengono sorpresi, come tutta la popolazione, da un attacco di misteriose e invisibili creature che disintegrano in un baleno ogni essere umano. Sean, Ben e i pochi sopravvissuti devono trovare un modo per scampare alla morte.
Tinker, Tailor, Soldier, Spy (Gran Bretagna/Francia/Germania, 2011) di Tomas Alfredson, con Gary Oldman, Colin Firth, John Hurt, Benedict Cumberbatch, David Dencik, Kathy Burke, Stephen Graham, Tom Hardy, Ciaran Hinds, Toby Jones, Mark Strong, Jared Harris
Il voto di Paolino è… 7½
Londra, 1973. In seguito all’insuccesso di una missione in terra ungherese, il capo dell‘intelligence britannica (John Hurt) è costretto alle dimissioni. Con lui lascia il gabinetto anche George Smiley (Gary Oldman), il quale però poco dopo viene convocato dal sottosegretario governativo per una missione delicata e importante: scoprire l’identità di un infiltrato filosovietico che siede proprio attorno al maggior tavolo del Circus.
Elle s’appelait Sarah (Francia, 2010) di Gilles Paquet-Brenner, con Kristin Scott Thomas, Mélusine Mayance, Niels Arestrup
Il voto di Paolino è… 7+
In sala da venerdì 13 gennaio
Julia Jarmond (Kristin Scott Thomas) è una giornalista americana che vive e lavora in Francia. Indagando su uno degli atti più inumani della Seconda Guerra Mondiale, il rastrellamento di migliaia di ebrei condotto al Velodromo d’Hiver dalla polizia francese nel luglio del 1942, viene a conoscenza della storia di Sara, una bambina ostinata e coraggiosa che riuscì a fuggire dagli orrori della guerra per cercare di salvare il suo fratellino. Julia, seguendo le tracce di un’inchiesta che racchiude molti segreti non svelati, ricostruirà i passi della bambina e colmerà molte lacune della sua storia.
J. Edgar (Usa, 2011) di Clint Eastwood, con Leonardo DiCaprio, Armie Hammer, Naomi Watts, Josh Lucas, Judi Dench
Il voto di Paolino è… 6½
J. Edgar Hoover (Leonardo DiCaprio) è giovane, ambizioso, con idee chiare e rivoluzionarie verso un nuovo modo di condurre indagini e arrestare criminali. Viene così nominato capo dell’FBI, carica che ricoprirà per svariati decenni, passando per otto Presidenti degli Stati Uniti, dettando legge persino alla Casa Bianca, tenendo in scacco gli uomini più potenti del Paese con informazioni private e scottanti sul loro conto. Un Hoover deciso e risoluto sul campo pubblico quanto fragile su quello privato: una madre autoritaria (Judi Dench) a cui è profondamente legato e un’omosessualità repressa che lo costringe a non vivere fino in fondo i sentimenti per l’uomo che lo accompagnerà, nel lavoro come tra le mura domestiche, per una vita intera, Clyde Tolson (Armie Hammer).
Da noi uscirà il 3 febbraio ma nel resto del mondo è già storia vecchia. L’adattamento hollywoodiano del primo libro della trilogia di Stieg Larsson diretto da David Fincher e interpretato da Daniel Craig e Rooney Mara – accolto tiepidamente da critica e pubblico – a detta di tutti ha però uno dei suoi punti più alti negli affascinanti titoli di testa, in effetti strabilianti. Ma Fincher non è nuovo ad aprire i suoi film con immagini disturbanti e incalzanti… Dopo il saltino, un tuffo nel passato.
Brandon (Michael Fassbender) soffre di dipendenza dal sesso. Ha un buon lavoro, una casa elegante, un portamento invidiabile, ma dentro di sé ribolle una pulsione compulsiva che non gli permette di avere una relazione sana con le donne, quasi tutte prostitute. Nella sua vita torna un giorno la sorella Sissy (Carey Mulligan), bella ma fragile, che invece è alla costante ricerca di un affetto che neppure il fratello maggiore riesce a darle.
Sotto le Feste, e il 2011 non ha fatto alcuna eccezione, siamo inondati di colonne sonore natalizie piene di gioiose campanelle e di trillini angelici, cantate e suonate per noi dai Bocelli, dalle Maraie, dai Bublei, dalle Wilmedeangelis… Eppure le alternative ce stanno! Ce stanno eccome! Citofonare ad esempio a casa Jan Terri!
Jan Terri è una simpatica centenaria di Chicago divenuta famosa (nel suo quartiere) negli anni ’90 quando incise due dischi VERY ROCK facendosi notare addirittura da Marylin Manson che la volle come artista d’apertura di uno dei suoi concerti. Da circa 15 anni se ne erano però perse le tracce: chi diceva si fosse reincarnata nella cuoca Spisni della Prova del Cuoco, chi invece era sicuro di averla vista in Downton Abbeynei panni della (sempre cuoca) Mrs. Patmore. E invece il 2011 l’ha vista invece resuscitare e tornare prepotentemente sulla scena musicale con una canzone natalizia (e un video) da adorare e preservare per le generazioni future come le cadute dai tacchi di Simona Ventura! Come sarà cambiata negli anni la budinosa Jan? Curiosi eh?
Intanto conosciamola quando era sulla cresta dell’onda, con due pezzi del 1993/94, “Rock and Roll Santa” e la irresistibile “Losing You”… Mentre se siete curiosi di sapere com’è diventata oggi e come sia cambiato il suo spirito natalizio con l’avvento dell’HD, recatevi di buona lena dopo il saltino!
Siamo qui anche quest’anno a salvare il salvabile. Anno cinematografico senza botti, senza idee, senza novità, senza gioielli. Ecco le mie classifiche del 2011.
I TOP DEL 2011
127 ORE (recensione): perché con un’interpretazione straordinaria e una regia misurata e moderna, incolla e colpisce duro.
IL GRINTA (recensione): personaggi, ambientazioni, toni: tutto è prezioso e malinconico nel film dei Coen.
DRIVE (recensione): quando è una regia a fare un film. Magico e cupo, come le vere favole.
IL DISCORSO DEL RE (recensione): il cinema classico non passa mai di moda e riesce ancora a coinvolgere quando i risultati sono come questo.
KICK-ASS (recensione): violento, ironico, strafottente, per cinefili incalliti.
WARRIOR (recensione): appassiona, commuove, incanta per la qualità della recitazione. Cinema di cuore fatto coi pugni.
I TONFI DEL 2011
DYLAN DOG (recensione): dal regista delle Tartarughe Ninja e da un protagonista comodino come aspettarsi qualcosa di buono?
I TRE MOSCHETTIERI (recensione): anche nel cinema fantasy bisogna rimanere coi piedi per terra. Sempre.
SUCKER PUNCH (recensione): stavolta la presunzione di Zack Snyder ha affossato un film insulso, brutto, noioso.
THE NEXT THREE DAYS: offensivo per l’intelligenza dello spettatore, improponibile per la sceneggiatura idiota.
MENZIONI SPECIALI
X-MEN: L’INIZIO, CAPTAIN AMERICA, L’ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE, SUPER 8: quando a Hollywood c’è ancora speranza.
INSIDIOUS (recensione): l’horror della stagione, attanagliante e pauroso.
CARNAGE (recensione): magnifiche prove attoriali per un film “da camera” che era impossibile sbagliare.
THIS IS ENGLAND (recensione): dovendo scegliere un film d’essai scelgo questo, letteralmente una mattonata sullo stomaco. Impressionante.
THE ARTIST: non è superlativo e alcuni passaggi mi hanno fatto storcere il naso, ma è la dimostrazione che nulla muore. Neanche il cinema muto.
LE DELUSIONI DEL 2011
LANTERNA VERDE (recensione): in casa Warner/DC sembrano non voler imparare la lezione Nolan.
UNA NOTTE DA LEONI 2 (recensione): tanto eravamo stati felici per primo episodio quanto questo secondo ci ha letteralmente scoraggiati.
VIVA L’ITALIA (o VEDETE VOI COME SIAM PRESI)
SOTTO IL VESTITO NIENTE – L’ULTIMA SFILATA
IL PADRE E LO STRANIERO
MANUALE D’AMORE 3
IMMATURI
BOX OFFICE 3D
BACIATO DALLA FORTUNA
BAR SPORT
QUALUNQUEMENTE
ecc.
I SOPRAVVALUTATI DEL 2011
THIS MUST BE THE PLACE: una storia intimista non ha bisogno della ridondanza registica di Sorrentino e di un Penn conciato da denuncia.
TERRAFERMA (recensione): un film povero, vuoto, dove due belle immagini tentato di colmare le presunzioni di una sceneggiatura scadente.
I SOTTOVALUTATI DEL 2011
THE GREEN HORNET (recensione): non eccezionale e un tantinello scollato e sconclusionato, ma i momenti e le idee divertenti sono molte.
MR. BEAVER (recensione): l’interpretazione di Mel Gibson e una storia toccante meritavano più attenzione.
L’INVISIBILE DEL 2011
EASY GIRL: fortunatamente un film che sta avendo una seconda vita fuori dalle sale, perché è una commediola imperdibile.
P.S. Paolino quest’anno ha mancato l’appuntamento con molti film che voleva vedere e che non è riuscito a beccare (vedi Melancholia di Lars von Trier, o il Faust di Sokurov)… Chissà se avrebbero trovato posto in questi elenchi!