Into the Wild (Usa, 2007) di Sean Penn, con Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt, Vince Vaughn, Catherine Keener

Il voto di Paolino è… 9

Christopher McCandless è un ragazzo come tanti altri. All’inizio degli anni ’90 porta a casa, con voti altissimi, una laurea fortemente voluta dai suoi genitori, verso i quali nutre una forte avversione dovuta al loro – finto – perbenismo e alla loro vita agiata fatta soltanto di “cose”; e poi parte. Dona i suoi soldi in beneficienza, non saluta la sua famiglia (la sorella, con cui era molto legato, è la voce narrante del film), e parte con un sogno: l’Alaska. Rimasto ben presto senza auto, il ventiduenne Chris, che troverà un adeguato soprannome in Alexander Supertramp, si mette a girare l’America, passando dai campi di grano del South Dakota ad un incredibile ed emozionante viaggio tra le rapide del fiume Colorado, riuscendo a varcare i confini messicani per poi rimettersi in cammino verso il Grande Nord, il sogno di una vita. Gli incontri che farà nel suo peregrinare lo porteranno ad una piena maturazione e consapevolezza di sé, che gli permetteranno di affrontare con estrema lucidità la più grande avventura della sua esistenza.

Into the wild è il racconto di una storia struggente, di una figura caparbia e risoluta pronta ad abbandonare tante certezze per inseguire la libertà, il sogno, la natura, la vera vita. In quasi due ore e mezza che volano in un soffio, e grazie agli splendidi paesaggi naturali, a toccanti canzoni (giustamente sottotitolate nella versione italiana) e ad un Emile Hirsch in stato di grazia, Sean Penn ci regala uno dei film più belli degli ultimi anni. Spesso divertente e tenero, come nell’abbozzato affetto di Chris per una ragazza conosciuta in un camping, o nel suo fortuito incontro con una coppia nordeuropea sulle rive del Colorado, ma anche crudo e tesissimo come nel doloroso finale. Penn divide i due anni del viaggio di McCandless in capitoli che vanno dalla ‘nascita’ alla ‘morte’ come se un’intera vita fosse compressa in quei pochi mesi.

Oltre al già citato Emile Hirsch, che per il film ha affrontato anche un lungo deperimento fisico che lo ha fatto dimagrire di 20 chili per girare le scene dell’ultima parte della storia, il superbo cast vanta nomi del calibro di William Hurt e Marcia Gay Harden nei panni dei genitori, di un insolito Vince Vaughn abituato a ben altri toni e al grande Hal Holbrook, che per questo ruolo ha appena ricevuto una nomination all’Oscar.

Il “Magic Bus” che Chris trovò miracolosamente sulle cime dell’Alaska e che diventò la sua casa, è oggi meta di visitatori come fosse un monumento sacro. E proprio quel bus fa da sfondo al celebre autoscatto del vero McCandless, scelto da Penn per chiudere il film, tra la commozione del pubblico.