Rendition (Usa/Sud Africa, 2008) di Gavin Hood, con Jake Gyllenhaal, Reese Witherspoon, Meryl Streep, Alan Arkin

Il voto di Paolino è… 6½

Per dire com’è fatta Hollywood: questo Gavin Hood, regista africano, vince l’Oscar per il miglior film straniero nel 2006 con Il mio nome è Tsotsi, favoletta dai risvolti sociali. L’America lo chiama e gli affida Rendition, film di denuncia contro i metodi poco ortodossi che gli Stati Uniti pare usino spesso per estorcere informazioni con la tortura. Il film riesce benino, non incassa una minchia (neanche 10 milioni di dollari) ma Hood si ritrova subito dopo catapultato sul set di uno dei blockbuster più attesi del 2009: X-Men Origins: Wolverine. Roba da farci un film.

Tralasciando queste curiosità, Rendition racconta di un vero e proprio sequestro compiuto dai servizi segreti USA ai danni di un chimico di origine egiziana sospettato di complicità con dei terroristi. La moglie, americana (Reese Witherspoon), inizia una battaglia per scoprire che fine ha fatto il padre dei suoi figli. Nel frattempo uno degli agenti CIA impegnati nel sequestro (Jake Gyllenhaal) comincia ad avere seri dubbi sul lavoro che sta svolgendo e sulle vere colpe del malcapitato ostaggio. Il ritmo non è dei migliori, e se il film regge è solo per l’interesse per l’argomento trattato e per un cast di tutto rispetto (condito dai premi Oscar Meryl Streep, poco sfruttata, e Alan Arkin).