Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street (Usa/UK, 2007) di Tim Burton, con Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Sacha Baron Cohen

Il voto di Paolino è… 6+

Johnny Depp è Benjamin Barker, un barbiere incriminato di un falso crimine da un giudice che progetta di portargli via moglie e figlia. Dopo 15 anni di prigione, torna con un nuovo nome, Sweeney Todd, e con una tremenda sete di vendetta. Florilegio di gole tagliate, pasticci di carne (umana) preparati dall’amorevole Mrs. Lovett e una divertente disputa con il suo nuovo concorrente nel settore, Adolfo Pirelli (Sacha Baron Cohen, sì proprio Borat…)

Ormai parlare bene dell’accoppiata Burton/Depp è diventato più comune che dire che “non ci sono più le mezze stagioni”. In effetti i due insieme hanno fatto faville in passato, ed intorno al loro operato viene sempre a crearsi un’attesa sempre più spasmodica. Con Sweeney Todd, Tim Burton sembrava davvero avere per le mani il suo progetto-tipo: londra vittoriana, violenza e sangue, personaggi eccentrici e, per la prima volta, un musical. Cosa, dunque, a mio parere non ha funzionato?

Innanzitutto non si può proprio dire che Burton si sia particolarmente sprecato per creare, a livello visivo, il film. Anzi, Sweeney Todd finisce per l’essere una specie di riassuntone della carriera del regista: il personaggio di Depp richiama per molti aspetti Edward mani di forbice, quello della Carter è identico alla protagonista in plastilina de La sposa cadavere, la figlia di Depp è identica alla Christina Ricci di Sleepy Hollow, il giudice Turpin sembra il Max Shreck di Batman: il ritorno e le atmosfere colorate e sognanti dei sogni di Mrs. Lovett arrivano dritte dritte da Big Fish.

Poi, cosa più importante, Burton è frenato dal fattore musicale. Non esagero se dico che più o meno il 90% del film è cantato, più di un qualsiasi altro musical, e se ci aggiungete che sono canzoni senza coreografie, ma semplicemente ‘dialoghi in musica’, capirete che la pellicola soffre di una troppo ferrea staticità che non giova per nulla al talento visionario del suo autore.

Punti di forza ce ne sono eccome: in generale la qualità rimane comunque tecnicamente ottima, le interpretazioni sono tutte buone (eccellente quella della Carter) e una giusta dose di macabra ironia fa capolino qua e là. Mi aspettavo, però, molto di più.

Il mio consiglio? Non fatevi ingannare dall’allettante promozione e dall’appeal di Johnny Depp. Se non soffrite i musical, non sforzatevi di farvelo piacere. Sennò farete la fine di quelle persone che ieri sera sono arrivate alla proiezione tutte gioiose, e se ne sono andate a metà film annoiate a morte…