The Deaths of Ian Stone (Usa/UK, 2007) di Dario Piana, con Mike Vogel, Jaime Murray, Christina Cole, Michael Feast

Il voto di Paolino è… 4

Vabbè dai, dare un votaccio a film del genere è anche troppo facile. Se vi faccio perdere tempo a leggere qualche inutile riga su questa boiatina però un motivo ci sarà! Intanto andiamo a vedere di cosa si tratta…

E’ un horror, lo dico per chi si stesse domandando se portarci o no i propri figli. Ian Stone è un giovinotto di bell’aspetto soggetto ad un particolare destino: continua a morire, per mano di demoni schifosi con protesi a forma di falce che si nutrono della paura degli esseri umani (già sentita, eh?). Ogni volta che Ian viene fatto fuori, si risveglia in una nuova vita, che però dura sempre troppo poco: l’unico punto in comune tra tutte le esistenze che è costretto a vivere è la bionda Jenny. Cosa vogliono questi temibili Mietitori da lui? Perchè Jenny è il suo unico punto fisso? Tutte domande a cui Ian cercherà di dare una risposta tra una dipartita e l’altra.

Quali sono queste curiosità di cui vorrei rendervi partecipi riguardo al film? Innanzitutto i nomi coinvolti: la produzione è di Stan Winston, leggenda degli effetti speciali da poco defunto. A lui vanno quindi attribuiti i paurosi Mietitori digitali (un misto tra Boogeyman e i Dissennatori di Harry Potter). Il protagonista, Mike Vogel, non è neanche questo sconociuto: era tra i protagonisti di Non aprite quella porta, Poseidon e Cloverfield. Ma soprattutto Le morti di Ian Stone è degno di nota perchè porta la firma di un regista italiano, Dario Piana. Questo è solo il suo secondo lungometraggio (e il primo, datato 1988, fu Sotto il vestito niente 2, il seguito di un thriller di Carlo Vanzina!!!!), ma Piana è famosissimo nel mondo degli spot: suoi sono alcuni dei promo più belli, affascinanti e famosi degli ultimi 10 anni (vedere nel suo sito ufficiale per credere). Certo, a lui vanno anche attribuite le sceneggiature di un paio di fiction italiane di RaiUno, ma è stato anche l’autore e regista dei 9 minuti di filmato 3D a cui assistete nel Time Voyagers di Gardaland. Insomma, una figura che magari, se si mettesse a girare qualche prodotto di genere alla vecchia maniera, potrebbe anche riservare qualche sorpresa.

Ciò non toglie che il film di cui sto parlando oggi sia di una noia mortale, recitato pessimamente, con alcuni guizzi di tristezza niente male (verso la fine i cattivi si presentano inutilmente vestiti in pelle con occhiali scuri tipo Matrix!) e un finale abbastanza incomprensibile. Qui non siamo neanche lontanamente dalle parti del disimpegno cinematografico, siamo proprio nel pianeta dello spreco di pellicola. Motivo per cui in USA non è neanche mai uscito, e in Inghilterra è finito direttamente negli scaffali dei DVD.

Segue il trailer, per chi si vuol far del male.