Esistono serie televisive che in Italia vengono considerate non fruibili dal vasto pubblico, e quindi lasciate nei magazzini virtuali delle reti o relegate ad orari impossibili con trattamenti improponibili. Una di queste è stata Arrested Development, una delle più geniali, corrosive e brillanti serie comedy degli ultimi anni.

Nata nel 2003 da una scommessa del network FOX (e quindi, badate bene, non una tv via cavo, quelle nelle quali solitamente avviene la sperimentazione negli USA… qui parliamo di una rete che trasmette prodotti di consumo tipo “House” e “Prison Break”…), Arrested Development è stata creata da Mitchell Hurwitz e prodotta da gente tipo Brian Grazer (dietro anche a “24″ e a film come Il codice Da Vinci e American Gangster) e Ron Howard.

Il telefilm è incentrato sulla famiglia Bluth, un gruppo di personaggi “leggermente” sopra le righe. Il capofamiglia, George Senior, è un imprenditore edile che finisce improvvisamente in galera per i suoi affari poco leciti e lascia ai suoi familiari una ditta in piena crisi. Il figlio Michael (Jason Bateman), l’unico con la testa sulle spalle, seppur deluso dal non essere stato promosso direttore dell’azienda, decide comunque di prendere in mano la situazione. Purtroppo però, anziché essere aiutato, viene solamente ostacolato dagli altri membri del gruppo. C’è la madre Lucille, in ansia per le ricchezze che potrebbe perdere; il fratello Oscar, illusionista incapace; la sorella Lizzy, eterna nullafacente, ben coadiuvata dal marito Tobias ex psichiatra dalla sessualità instabile deciso a diventare un attore con tremendi risultati; Buster, altro figlio di George Senior e Lucille, un po’ ritardato e bisognoso di affetto. E poi i più giovani: il figlio di Michael, che porta il simpatico nome di George Michael, segretamente innamorato della cuginetta, figlia di Lizzy e Tobias.

Con una voce narrante che negli Stati Uniti è proprio quello dell’ex Richie Cunningham Ron Howard, e con guest stars del calibro di Liza Minnelli, Henry “Fonzie” Winkler, Ben Stiller, Charlize Theron, Zach Braff, ecc., Arrested Development, le cui prime due stagioni sono state mandate in onda da Italia 1 a tarda notte con il titolo di Ti presento i miei, si è concluso con la terza serie, nel 2005, ancora inedita da noi. Una comicità mai scontata, basata sui tic e le manie dei singoli protagonisti, su situazioni esilaranti ma mai forzate o troppo inverosimili, su una sceneggiatura straordinaria che episodio dopo episodio non ha mai finito di stupire. Vincitore dell’Emmy Award come miglior serie comica nel 2004 e di un Golden Globe l’anno successivo per l’interpretazione di Jason Bateman, Arrested Development è ora finalmente in DVD con le prime due, imperdibili stagioni. Aspettando la terza che chissà quando mai arriverà…

Voto alle prime due stagioni: 10

Segue un montaggio-tributo con i più divertenti momenti della serie.