Mi siedo al posto che la bigliettaia mi ha assegnato. Sto per vedermi un horror brasiliano di cui conosco solo il titolo. Facendo la coda per entrare avevo dietro di me una signora che non la smetteva un attimo di blaterare. Sulla quarantina, sola ma in attesa di qualcun altro, come intuisco durante una sua conversazione telefonica urlata ai quattro venti. Entro in sala, mi siedo, sono tra i primi. Aspetto.

Entra lei. Oh no! La sua accompagnatrice è arrivata. Salgono i gradini della platea, me le vedo arrivare vicino, stanno proprio venendo incontro a me, signore mio fa che non si siedano proprio al mio fianco… Tiè, eccole lì. Sala mezza vuota, e la simpatica bigliettaia imbecille mi ha appioppato la quarantenne blaterante proprio a fianco! Questa parlerà per tutto il film, me lo sento.

All’inizio della proiezione manca ancora un buon quarto d’ora. Le due parlano tra di loro, ad alta voce. No anzi, gridano proprio. La sguaiata è sulla quarantina, formosa, sicuramente zitella, si lamenta di tutto: del clima, della fila, del film che deve ancora vedere, del mondo intero. Scopro dopo poco che la donna sui 35 che è arrivata con lei, con enorme borsone pieno di acquisti freschi, è la sorella.

La rompicoglioni, che d’ora in poi chiamerò Larompicoglioni, vuole vedere cosa si è comprata la sorella. E la sorella, che mi viene da chiamare Miranda, e non chiedetemi perchè, non vuole. Si rifiuta. Anzi è proprio scocciata per le pressanti e insistenti richieste. Il motivo? Non si sa. Alla fine si convince, e, sempre a fianco a me, le due si mettono a scartare dal borsone delle enormi bottiglione di profumi e unguenti. Miranda spiega che le sono costate un casino di soldi, che sono pregiate e che servono per la sua casa. E qui cominciano i primi screzi. Larompicoglioni accusa la sorella di spendere troppo, e soprattutto, badate bene, di non aver comprato nulla come regalo per lei! Ovviamente Miranda si scoccia, le dice che la casa è sua e che fa quello che vuole.

Le due poi si mettono a parlare della madre: capisco che a conti fatti c’è un problema su chi se la deve pigliare durante l’estate. E qui cominciano a volare parole grosse: “Deve venire da te che è più fresco”, “Ma no tu hai più spazio”, “Ma io non ci penso proprio”… In un climax martoriante fino al botto finale: Miranda si incazza, si alza, prende il suo borsone di profumi, mi fa alzare per poter passare e se ne va a sedere qualche fila più avanti, tutta sola. Il gelo. E io gioisco: se le due stanno separate, potrò godermi il film in santo silenzio. Fuori una!

Mo’ che succede? Larompicoglioni che farà? Intanto comincia a borbottare, tra i farfugliamenti comprendo solo l’epiteto “stronza”. E per far vedere che lei ha le palle, prende il cellulare e chi chiama? La mammina! Per lamentarsi del fatto che la sorella l’abbia lasciata tutta sola in sala!! Si sprecano frasi come “Te l’ho sempre detto che hai sbagliato tutto con lei”, “E’ una deficiente” e amenità simili. Una telefonata di cinque minuti buoni, durante la quale coglie anche l’occasione per spifferare alla genitrice che la figlia minore ha appena fatto acquisti ingenti, ovviamente inutili e soprattutto molto costosi! Sticazzi!

Fine della telefonata. Ormai la gente intorno a me non sa più che pesci pigliare: chi se la ride, chi commenta, chi si gira a controllare chi è la pazza che tiene banco in sala. Passano alcuni interminabili minuti, il film deve ancora iniziare. Ed ecco che Larompicoglioni in un impeto di sentimentalismo prende, si alza, e in una scena strappalacrime degna di “Pierino contro tutti” va incontro alla sorella desaparecida, per sotterrare l’ascia di guerra e godersi il film ben quattro file davanti a me! Esiste un Dio a questo mondo!

Di tutto questo inquietante siparietto, resterà una mitica frase pronunciata da Larompicoglioni in merito al fatto che si riempie i polsi di braccialetti, pietrine e sfranciaglie varie: “Mi riempio di amuleti perchè dalla vita merito di meglio!”.