settembre 21st, 2008HANCOCK
Hancock (Usa, 2008) di Peter Berg, con Will Smith, Jason Bateman, Charlize Theron, Jay Head
Il voto di Paolino è… 6
John Hancock è un supereroe infelice di esserlo. Salva vite controvoglia, sventa rapine giusto perchè non ha altro da fare, e in aggiunta fa disastri che costano alla città di Los Angeles milioni di dollari. La gente lo odia, le autorità non sanno come prenderlo, lui se ne strafotte. Fino a che un bel giorno non salva la vita a Ray, P.R. di belle speranze che decide di aiutarlo a reimpostare la sua immagine pubblica su canoni che la gente possa apprezzare… e lo farà iniziando con lo spedirlo in carcere per fare in modo che la città ne senta la mancanza.
Avevo tutte le peggiori sensazioni del mondo riguardo l’arrivo in sala di Hancock, che negli USA ha segnato il ritorno del Golden Boy Will Smith al weekend del 4 luglio, che l’aveva lanciato nell’olimpo con film come Independence Day e Men In Black e che non frequentava dal flop di Wild Wild West. Durata microscopica (meno di 90 minuti), regista dalla carriera altalenante, storietta che ben si poteva prestare al cazzeggio.
E invece il film è stata una piacevole sorpresa. Intendiamoci, la trametta è esile esile, i risvolti di sceneggiatura sono fanciulleschi e per nulla credibili, la sceneggiatura non sarà degna del Nobel, ma a tutto questo Hancock risponde con un comparto tecnico-artistico che mai ti saresti aspettato. Una regia straordinaria di Peter Berg (Il tesoro dell’Amazzonia, The Kingdom) che gira tutto il film in steadycam stando addosso ai suoi personaggi in maniera quasi maniacale; una fotografia da urlo (e qui la mano del produttore Michael Mann, regista di capolavori quali Heat, Collateral e Miami Vice, si vede tutta) firmata Tobias Schliesser e un’interpretazione a dir poco strepitosa di Will Smith. Troppo spesso si tendono a sottovalutare le performance degli attori in film di cassetta di questo genere, viste anche le molteplici ciofeche che popolano le sale di tutto il mondo: ma ragazzi, la prova di maturità e di intensità che dà Smith al suo personaggio meriterebbe riconoscimenti a scena aperta.
Hancock parte scanzonato, luminoso e divertito, per poi trasformarsi nel finale (grazie anche ad una sensazionale scena all’ospedale girata magnificamente) in un film di una cupezza e di una tensione notevoli. Certo, il voto non può essere troppo alto visto che da un film si pretende più che una storiella che tira in ballo come se nulla fosse dei, divinità antiche e compagnia bella. E poi i personaggi di contorno, il P.R. sfigato di Jason Bateman e sua moglie Charlize Theron, non si possono certo definire “di spessore”. Quindi il giudizio resta nel mezzo, insieme al rammarico per il fatto che, con più impegno e più serietà, Hancock sarebbe potuto davvero essere un film da ricordare negli anni.
Segue il trailer.

settembre 22nd, 2008 at 00:30
Mi aspettavo tanto e per la prima parte del film mi ha soddisfatto, ma poi la delusione è arrivata inesorabile. Storia interessante all’inizio con un colpo di scena niente male a metà (un po’ prevedibile forse) che dà spunto ad un seguito entusiasmante. E invece… delusione. Un finale pensato in fretta, senza troppo impegno, senza spessore, degno di una storia per bambini. Peccato davvero.
E poi la voce da pseudo rumeno che han messo a Smith non si può sentire! Lui comunque recita da dio come sempre.