Chi di voi si ricorda di Gigione alzi la mano! Ve lo feci conoscere la scorsa primavera, in un post ormai perduto nell’oblio internettiano del vecchio sito… Cantava “A’ Campagnola”, danzando con delle movenze sinuose e dei toni molto provocatori. Gigione è un idolo nazionale, sforna CD in continuazione e conduce programmi sulle reti locali: ed è di questo che vi voglio parlare. Oggi non vi presenterò una nuova hit musicale, ma intendo proporvi una specie di saggio di antropologia moderna, uno studio sulle varie tipologie di persone che in Italia ci vantiamo di non esportare.

Gigione è alle prese con il suo pubblico: un foltume di gente senza futuro e senza passato che, dopo aver visto il video, potremo andare ad analizzare:

Allora andiamo a fare il DEDICONE con i nostri FANZ:

Il primo caso umano si chiama PARRELLA MARIETTA ANNA da Montesarchio: il suo abbigliamento provocatorio, con un rosso cardinalizio abbinato ad un assolutamente imperdibile berrettino a metà tra un preservativo e la coppola di pane di Pinocchio, la rendono una presenza immancabile tra il pubblico di Gigione. La sua voluttà, il suo buonumore, il fatto che a lei piacciano tutte, ma proprio tutte le canzoni del grande artista (perchè “io vi sento sempre” ) fanno di lei la GROUPIE del gruppo.

Passiamo ad “un’altra persona anziana” (visto che tra quel pubblico i giovani fioccano come neve…), Nicola: un uomo, un naso. Il suo saluto a Montesarchio, la sua diplomazia, la sua gentilezza e la sua dizione immarcescibile fanno di lui O’ PROFESSORE.

Il terzo personaggio rivela fin da subito la sua identità segreta: è l’ARRIVISTA DI BENEVENTO! Di nero vestita, come la strega Grimilde, si appropria con violenza ed irascibilità del microfono fregandolo alla povera ed inebetita Parrella Marietta Anna, salutando con arroganza “tutti quelli che me stanno guardenno”. Purtroppo il pubblico di Gigione rappresenta nel bene e nel male tutta la società moderna, piena di queste figure negative che andrebbero estirpate dalla faccia della Terra come l’erba marcia.

Veloce apparizione della VIZIATELLA, che risponde al nome di Immacolata, e passiamo subito al mio idolo! Che classe, che eleganza, che savoir-fare: con quegli occhiali leggiadramente appoggiati su una chioma perfettamente acconciata, senza un capello fuori posto; con quel foulard armoniosamente adagiato sul prosperoso seno; con la sua timidezza che a stento le fa uscire le parole di bocca; con quel maglione sobrio e raffinato che fa di lei la perfetta presenza in ogni pubblico che si rispetti: vi presento LA VENERE DI SAN BARTOLOMEO IN CALDO. E “complimenti per la trasmissiò”.

E passiamo a “Solopaca sempre alla grande”, un posto che sforna bellezze latine e bellezze LATRINE: lascio a voi giudicare a quale categoria appartengano le due arpie che seguono, già famose alle forze dell’ordine come le LECCONE: la prima saluta l’illustrissimo ingegner Volpe (che di Gigione è sempre un grande fanz), la seconda il temutissimo capitano dei vigili D’Onofrio Vitangelo, che chissà quale multa le doveva togliere.

Quasi sul filo di lana, godetevi la MACHECEFACCIOQUI della serata: la signorina bionda che, sdegnata e imbronciata, rifiuta con imbarazzo la proposta di saluto di Gigione ma poi, incalzata dal sobrio conduttore, ci regala la sua soave voce grazie alla quale scopriamo che si chiama Francesshka.

E infine c’è pure la ROTTERMEIER!! Una donna, una pettinatura e un “saluto a tutti i miei famigli”!

Insomma, spero che questo viaggio nei meandri del popolo italico, delle sue virtù e delle sue bellezze, sia servito a voi, come è servito a me, per capire quanto siamo fortunati ad essere italiani e non, per esempio, ad essere… cioè… tipo… fatemi pensare… cazzo qualcuno peggio di noi ci sarà al mondo… ahò non me viene nessuno, se voi avete idee fatemele sapere!