The Mist (Usa, 2007) di Frank Darabont, con Thomas Jane, Marcia Gay Harden, Laurie Holden, Andre Braugher, Toby Jones

Il voto di Paolino è… 7+

Una tranquilla e desolata cittadina del Maine, un bel giorno, si sveglia avvolta da una nebbia fittissima e densa. Sarà l’inizio di un’avventura ad altissima tensione per un gruppo di barricati in un supermercato che tentano di proteggersi dagli attacchi misteriosi di un “qualcosa” che si cela dietro quella coltre impenetrabile. Tra di loro, il coraggioso David Drayton (Thomas Jane, che regge bene il peso del film anche se nelle ultime inquadrature si lascia un po’ andare), con figlioletto Billy al seguito, e una fanatica religiosa che seminerà il panico predicando l’ira di Dio (il premio Oscar Marcia Gay Harden).

Tratto da un racconto di Stephen King (e non da un romanzo, come erroneamente riportato sulla locandina), e diretto dal veterano Frank Darabont (che ci ha già regalato in passato, di ben altro genere, Le ali della libertà e Il miglio verde), The Mist è stata una felicissima sorpresa. Due ore di assoluta tensione, con trovate semplici ma dall’efficace effetto cinematografico, grazie ad una regia totalmente funzionale che, caso rarissimo negli ultimi anni, costruisce un horror non basato sugli spaventi, ma sulla reale, tangibile, opprimente paura. Dovrebbe bastare questo a convincervi a scegliere ad occhi chiusi questo film, che non è certo privo di difetti (in primis una certa logorroicità: diciamo che una sforbiciata di 10-15 minuti gli avrebbe fatto solo che bene), ma che funziona, diverte, appassiona e terrorizza.

Il potere delle superstizioni è uno dei temi portanti della pellicola, argomento forse fin troppo calcato grazie al giustamente insopportabile personaggio della Harden. Ma è soprattutto un horror politico questo The Mist, con l’esercito raffigurato prima come scansafatiche fino alla tragica scoperta che rimetterà tutto in discussione. Durante le due ore di durata alcuni momenti sembrano scendere verso una certa faciloneria (soprattutto l’incredulità di alcune persone anche alla luce di prove tangibili dell’esistenza di qualcosa di pericoloso che si aggira nella nebbia), ma l’atmosfera e le inquietudini che il film trasmette, fino al coraggioso e doveroso finale, sono sane e genuine.

Segue il trailer.