novembre 3rd, 2008PRIDE AND GLORY – IL PREZZO DELL’ONORE
Pride and Glory (Usa, 2008) di Gavin O’Connor, con Edward Norton, Colin Farrell, Jon Voight, Noah Emmerich
Il voto di Paolino è… 6½
La famiglia Tierney è quello che si dice una famiglia modello. Il “nonno” Jon Voight è stato per anni nel corpo di polizia, ottenendo rispetto e gratitudine da tutti, e i suoi figli Ray (Edward Norton), Francis (Noah Emmerich) nonché il genero Jimmy (Colin Farrell) sono tutti poliziotti. Ora è in pensione, ma la sua influenza è ancora molta ed è così che convince Ray, in pausa lavorativa da un paio d’anni dopo una triste esperienza, a riprendere il lavoro per seguire un indagine molto perigliosa: quattro agenti della polizia di New York sono stati trucidati in un conflitto a fuoco nei locali di un noto spacciatore, anche se le dinamiche restano misteriose. Uomini che facevano capo a Francis e che erano colleghi e amici di Jimmy. La questione si rivelerà ben più sporca e sordida di come sembrasse in apparenza, e Ray dovrà scegliere tra la lealtà verso la famiglia e quella verso la giustizia: ancora una volta le forze dell’ordine americane non ci faranno una gran bella figura.
Ricordando un po’ I padroni della notte, uscito la scorsa primavera, arriva in sala un altro drammone poliziesco in cui due stretti parenti (qui due cognati, per la precisione) si ritrovano l’uno dalla parte opposta della barricata rispetto all’altro, costretti a scelte pesanti e non scontate. I sobborghi sporchi, putridi e fumosi del Bronx fanno da sfondo ad tipo di vicenda che temo i veri poliziotti americani abbiano dovuto più volte affrontare: una tale babele di etnie e lingue in mezzo alla quale i legami di parentela, di amicizia, di lealtà e di fratellanza spesso sono flebili e cedevoli.
Il racconto messo in scena da Gavin O’Connor, anche sceneggiatore assieme a Joe Carnahan (Narc, Smokin’ Aces) è cupo e psicologico, perfino sporco nello stile, tutto incentrato sulle dinamiche interpersonali e senza concessioni alla spettacolarità inutile. Resta però qualcosa di già visto, senza particolari guizzi innovativi: lo definirei un film “che si accontenta”, come quando a scuola ci dicevano “con queste capacità potresti puntare molto più in alto”. D’altronde anche gestire un cast del genere poteva essere un rischio: Jon Voight è una garanzia, ma Edward Norton, seppur sempre convincente, sembra aver perso il mordente di un tempo, o almeno sembra trovarlo solo con autori o storie che lo toccano davvero nell’animo, tanto che perfino un attore buono ma mai ottimo come Colin Farrell finisce più volte, in questo caso, per rubargli la scena.
Un dramma morale moderno, tra strade pervase di corruzione e criminalità. Segue il trailer.
