Si può fare (Italia, 2008) di Giulio Manfredonia, con Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Bebo Storti, Giorgio Colangeli

Il voto di Paolino è… 7/8

Ogni tanto anche il cinema italiano produce delle straordinarie, inaspettate e felici sorprese. Dopo Se fossi in te ed E’ già ieri, il regista Giulio Manfredonia sceglie un cast corale e un racconto delicato per raccontare con sobrietà ed eleganza i disagi del lavoro per i disadattati. Lo fa, sullo sfondo della Milano del 1983, con la storia di Nello (Claudio Bisio), sindacalista con forti valori etici che per le sue idee “troppo forti” e alcune accuse pericolose viene allontanato dal sindacato e spedito a fare il direttore di una sperduta cooperativa di lavoro per ex malati mentali appena dimessi dai manicomi per la legge Basaglia. Si ritrova così tra uno squinternato gruppo di poveracci costretti a lavori insulsi (attaccare francobolli alle buste per il Comune) ed imbottiti di medicinali dal loro dottore, lo psichiatra Del Vecchio (Colangeli). Contro tutto e tutti, Nello deciderà di dare una svolta alle vite dei suoi “soci”, spingendoli ad imparare un mestiere vero: con lo sforzo di tutti, l’aiuto della sua compagna Sara (Anita Caprioli), di un dottore più aperto a nuove sperimentazioni (Giuseppe Battiston) e di altre persone di buon cuore, la cooperativa diventerà una vera azienda di parquettisti! Le soddisfazioni, ma anche le difficoltà, non tarderanno ad arrivare.

Si può fare è uno dei più riusciti ed intensi film italiani dell’anno: la sua storia genuina, la voglia di vivere che trasmettono i suoi protagonisti e il divertimento provocato al pubblico sono solo alcune delle caratteristiche che fanno di questo film (che, per dovere di cronaca, è “più rosso del Gabibbo”) una chicca da vedere assolutamente. Con una leggerezza invidiabile, senza mai calcare troppo la mano sul fattore “diversità” e con l’accortezza di non diventare mai troppo spettacolare, Manfredonia e il suo sceneggiatore Fabio Bonifacci imbastiscono una storia ridente ed ariosa, divertente ma anche tragica, che di sicuro tocca le corde dell’anima e fa uscire felici dalla sala.

Segue il trailer e una divertente clip in cui la combriccola… va a puttane!