El Orfanato (Spagna/Messico, 2007) di Juan Antonio Bayona, con Belen Rueda, Fernando Cayo, Roger Princep, Geraldine Chaplin

Il voto di Paolino è… 7

Antefatto: dei bambini stanno giocando nel cortile di un orfanotrofio. Laura, una di loro, è appena stata scelta per essere adottata e viene portata via. Giorni nostri: divenuta adulta, Laura torna in quel luogo ormai abbandonato e ci si trasferisce con il marito Carlos e il figlio (anch’esso adottivo) Simon per trasformare quel vecchio rudere in una casa famiglia. Il piccolo Simon, affetto da HIV, proprio tra quelle mura dice di parlare e giocare con degli amici immaginari: un atteggiamento in primis preso sottogamba dai suoi genitori, ma divenuto in breve tempo talmente ossessivo da destare molti sospetti alla madre. Fino a che un brutto giorno, durante una festa in maschera, Simon sparirà nel nulla.

Guillermo Del Toro, regista del Labirinto del Fauno e di Hellboy, ha prodotto questa incantevole opera prima di Juan Antonio Bayona, che tra momenti di alta drammaticità e altri di palpabile tensione, riesce ad appassionare e, cosa incredibile per questo genere di film, a commuovere. Diretto con sicurezza e interpretato da ottimi attori, The Orphanage mischia i classici elementi del genere (presenze inquietanti, ricerca del figlio forse morto ma forse no, scontro scettici/credenti) ma lo fa con una forza e una naturalezza da non risultare qualcosa di già visto. Due-spaventi-due ben assestati e un film che è in realtà, lo scopriamo alla fine, una favola.

Tra i tanti ottimi momenti spicca una scena (quella della medium Geraldine Chaplin che si aggira in solitudine per la casa del mistero seguita dalle telecamere di sorveglianza) che ha tolto il fiato all’intera sala. Nel marasma della ripetitività dei giorni d’oggi, The Orphanage è una manna dal cielo, grazie anche ad un finale che rimette insieme tutti i pezzi del racconto senza lasciare dubbi ma solo una grande emozione.

Segue il trailer.