Max Payne (Usa, 2008) di John Moore, con Mark Wahlberg, Mila Kunis, Beau Bridges, Chris O’Donnell, Amaury Nolasco, Olga Kurylenko

Il voto di Paolino è… 5-

Max Payne (Mark Wahlberg) è un detective della polizia in cerca di vendetta. Sua moglie e sua figlia sono state ammazzate qualche anno prima in seguito, pare, ad una rapina finita male, e gli indizi non hanno mai portato a nessun appiglio utile. Afflitto ma arrabbiato, Max continua nel suo lavoro di agente della sezione Casi Irrisolti sempre all’erta per captare eventuali risvolti nella faccenda legata alla sua famiglia. Un giorno trova ammazzata per strada una ragazza russa che aveva conosciuto la sera prima in un locale: il suo corpo dilaniato, e il suo tatuaggio, lo porteranno a scoprire nuove, inquietanti verità.

Tratto dal videogioco omonimo, Max Payne è un cupo e nero poliziesco d’azione che per poco più di 90 minuti percorre un territorio minato, tra alti e bassi. Innanzitutto, Max Payne non è un supereroe: è un uomo come tutti, che cerca vendetta, che non ha altro in mano che la sua pistola. Paiono esagerate quindi alcune sequenze acrobatiche o alcune esagerate scene d’azione in cui Mark Wahlberg (The Departed, E venne il giorno) salta di qua e di là senza mai riportare un graffio. Ed ecco appunto il rischio dei film tratti da videogames: dimenticarsi di quando le storie sono ancorate alla realtà. Perchè con un joystick in mano tutto sembra finto, innaturale, estremo, ma quando la stessa storia assurge a film sul grande schermo, ecco che esige maggiore attenzione e una miglior collocazione sul piano realistico o, in caso contrario, su un piano dichiaratamente “finto”. Max Payne resta nel mezzo, in bilico, e la sensazione è quella di qualcosa, oltre che di già visto e di estremamente prevedibile, anche di concepito male in partenza. I tanto criticati “angeli della morte” che avevano creato scalpore all’uscita del trailer (che trovate dopo il salto) sono in realtà una delle cose più riuscite, ma per non rovinarvi la sorpresa non aggiungerò altro. L’ambientazione stilistica creata da John Moore (Behind Enemy Lines, Omen – Il presagio) è fumettistica e irreale, condita da continui ralenti e da artifici da cinema d’azione moderno che Max Payne poteva tranquillamente non essere.