Milk (Usa, 2008) di Gus Van Sant, con Sean Penn, Emile Hirsch, Josh Brolin, James Franco, Diego Luna, Alison Pill, Victor Garber, Lucas Grabeel

Il voto di Paolino è… 7/8

Onore alla madre che in sala davanti a me, alla proiezione in cui ho visto Milk, aveva portato anche il figlioletto di non più di 10-11 anni. Altro che Bambini a righe o furbate varie, questo è un film signori miei che andrebbe mostrato obbligatoriamente nelle scuole italiane: la storia degli ultimi anni di vita di Harvey Milk, il primo politico (ma lui di certo non si considerava tale) dichiaratamente e apertamente gay ad essere investito di una carica pubblica negli Stati Uniti. Era il 1977 quando, dopo anni di lotte, umiliazioni e battaglie perse, Milk diventava finalmente consigliere comunale della Città di San Francisco, con l’appoggio incondizionato del sindaco Moscone (Victor Garber), anch’esso vittima del duplice omicidio compiutosi il 27 novembre 1978 all’interno del Municipio della città.

Gus Van Sant, regista orgogliosamente omosessuale e lontano dalla Hollywood della gente che conta, seppur abbia nella sua filmografia titoli che tutti ricordano come L’attimo fuggente e Will Hunting, a cui ha alternato progetti rischiosissimi come il criticato remake di Psycho o il pluripremiato Elephant, porta sul grande schermo la gioia di vivere e la ribellione ai pregiudizi che condannarono Milk ma che lo fecero entrare di diritto nella Storia. Utilizzando perfettamente spezzoni d’epoca e ricostruendo con dovizia di particolari fatti e avvenimenti senza mai stancare per un attimo lo spettatore, Van Sant ha costruito un film dallo stile sporco e secco, che si mantiene costante in una perfetta linea narrativa senza mai raggiungere eclatanti picchi di emozionalità ma senza neanche mai cadere di tono per un solo secondo. D’altronde il cast che con forza ha accettato di partecipare a questo progetto è qualcosa di spettacolare: Sean Penn dona ad Harvey un’umanità fuori dal comune, ma è nella brevissima ma straziante scena dell’omicidio che esce fuori tutto il suo talento, con pochi secondi che andrebbero studiati nelle scuole di recitazione. E se la sua candidatura all’Oscar è sacrosanta, quella che ha ottenuto Josh Brolin per l’interpretazione del consigliere Dan White mi è parsa invece leggermente esagerata, seppur non scandalosa. Molto meglio di lui lo straordinario e scatenato Emile Hirsch, una vera grande promessa in ascesa, che ritrova Penn, questa volta davanti alla macchina da presa, dopo la felice esperienza di Into the Wild. Ottimo anche il sempre più impegnato James Franco.

Un film doveroso e mai piagnucoloso, che con vigore racconta una pagina ancora troppo attuale della nostra Storia.

Il film è complessivamente candidato a 8 premi Oscar. Segue il trailer.