febbraio 7th, 2009IL DUBBIO
Doubt (Usa, 2008) di John Patrick Shanley, con Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Viola Davis
Il voto di Paolino è… 6½
Dei bravi attori, è vero, non fanno da soli un buon film. Certo che ne Il dubbio, a conti fatti, non dico che siano l’unico motivo di vero interesse ma quasi. Tratto da un’opera teatrale dello stesso regista John Patrick Shanley (che torna dietro la macchina da presa a 18 anni di distanza dal suo debutto con Joe contro il vulcano), il film racconta del sospetto che si insinua nella preside di una scuola cattolica, Sorella Aloysius (Meryl Streep) nei confronti di Padre Flynn (Philip Seymour Hoffman), accusato in poche parole di abusare dell’unico bambino nero presente nell’istituto. Supportata dalle conferme della debole e spaventata insegnante del piccolo, Sorella James (Amy Adams), e sconfortata dalle parole della madre del ragazzo (Viola Davis) che quasi assolvono il reverendo per paura di maggiori ritorsioni contro la sua famiglia (è il 1964), Sorella Aloysius arriverà allo scontro frontale per far valere le proprie convinzioni, che il dubbio alimenta come un fuoco sempre acceso.
Quattro protagonisti, quattro candidature all’Oscar (la quinta è per la sceneggiatura). Interpretazioni maestose e duetti all’ultimo respiro, incalzanti e mai banali, con dialoghi a volte graffianti e a volte sottili ed ironici. La Streep è la migliore in assoluto, c’è poco da fare, capace di passare dagli ABBA a passo di danza ad un’algida sorella conservatrice e puritana nel giro di pochi mesi (e con questa raggiunge il record di 15 candidature all’Oscar). Hoffman è ormai diventato l’icona di un certo tipo di personaggio morboso e disturbante, quasi sempre sul punto di scoppiare in violenti scatti d’ira. Amy Adams (Come d’incanto, La guerra di Charlie Wilson) 25 anni e gia candidata due volte, è una brillantissima promessa in ascesa e l’outsider Viola Davis (Come un uragano) riesce ad incantare grazie ad un’unica ma toccante scena. Il reparto tecnico poi è di prim’ordine e quasi “sprecato” in un tale film di impianto teatrale: musiche di Howard Shore (3 Oscar per Il signore degli anelli), fotografia di Roger Deakins (8 candidature, collaboratore storico dei Coen), costumi di Ann Roth (Il paziente inglese, Mamma Mia!).
Tutto al posto giusto quindi? Non esattamente, perchè Il dubbio è debole proprio nel punto in cui meno te l’aspetti, ovvero nella trama e nello sviluppo della vicenda, finendo per essere ripetitivo in alcuni punti e mai troppo morboso come il plot avrebbe richiesto. A tradirlo è stata proprio la provenienza teatrale, troppo statica e costruita “per atti”, a cui forse avrebbe fatto comodo la mano di un regista più esperto e meno coinvolto dal progetto. Riuscito, quindi, a metà.
Segue il trailer.
