Apro questa nuova rubrica per sottolineare quanto spesso – più ancora dei film o dei telefilm a cui sono associati – sono gli opening credits (insomma i titoli di testa, le sigle, chiamatele come volete) ad attirare, a calamitare l’attenzione di uno spettatore. Piccole storie da un minuto, racconti in immagini spesso geniali, alcuni semplici e piccoli momenti di altissima qualità.

Conosciamo oggi una delle più eclatanti degli ultimi anni televisivi: i credits di apertura di Dexter, la serie del canale statunitense Showtime la cui prima stagione Italia1 ha trasmesso in chiaro lo scorso autunno. Per chi non la conoscesse, la storia è quella di un poliziotto che cela una segreta identità da serial killer. Un’omicida che uccide però solo in base ad un suo preciso codice etico, eliminando pericolosi assassini che per un motivo o per l’altro sono sfuggiti alla giustizia.

I credits iniziali non fanno altro che raccontare in quasi due minuti, accompagnati da una specie di gioioso ma angosciante strumento a corda, quanta violenza si celi in realtà dietro alcuni nostri semplici gesti quotidiani, come la nostra preparazione mattutina prima di uscire di casa: la goccia di sangue che scende dopo essersi fatti la barba, la carne seviziata per colazione, un uovo spaccato sul bordo di una pentola come fosse la testa del nostro peggior nemico, il lento e agonizzante taglio di un’arancia, il filo interdentale maneggiato come farebbe chi vuole strozzare un’altra persona, una t-shirt che per mezzo secondo diventa una costrizione facciale che ci impedisce di respirare…

Un autentico capolavoro.