Watchmen (Usa/UK/Canada, 2009) di Zack Snyder, con Malik Akerman, Billy Crudup, Jackie Earle Haley, Jeffrey Dean Morgan, Matthew Goode, Patrick Wilson, Carla Gugino

Il voto di Paolino è… 6/7

Le vicende narrate in Watchmen hanno luogo a New York nel 1985, ma in una realtà alternativa rispetto a quella realmente passata: il Presidente è ancora Nixon, scampato allo scandalo Watergate, gli USA e la Russia sono ancora in piena Guerra Fredda e i supereroi sono persone esistenti e ben integrate nella società. La storia si apre con un assassinio: la vittima è il Comico, vero nome Edward Blake (Jeffrey Dean Morgan, praticamente un sosia di Javier Bardem), e come molti altri in passato aveva scelto di diventare paladino della giustizia e di celarsi dietro un’identità segreta per sconfiggere la criminalità. I suoi ex “colleghi” Gufo Notturno (Patrick Wilson), Spettro di Seta (Malik Akerman), Rorschach (Jackie Earle Haley), Ozymandias (Matthew Goode) e l’innaturale Dr. Manhattan (Billy Crudup) temono che qualcuno in giro voglia eliminarli uno ad uno. Ma perché? E come fermarlo, visto che tutti (o quasi) hanno ormai abbandonato le loro maschere?

Alcune domande che mi sono posto dopo la visione di Watchmen: sono inferiore al genere umano? sono ignorante? perchè io non impazzisco per Watchmen quando per molti è pari alla Bibbia? Forse perchè non l’ho mai letto, certo. O perchè non ne so cogliere le sottigliezze. Fattostà che la trasposizione cinematografica targata Zack Snyder (300, L’alba dei morti viventi) della graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons è pane per i denti dei fans, ma mi sa che sarà difficilmente digeribile dal pubblico “medio” per il quale fumetto=Spiderman. Tanti (e importanti) sono i temi trattati dal racconto: la paura della distruzione del mondo da parte delle armi nucleari, il culto degli eroi, i ricchi che hanno il potere nelle loro sole mani, le teorie complottiste. Saggi su saggi sono stati scritti su Watchmen, e ognuno di noi troverà modo di leggerlo secondo il suo punto di vista.

Resta il film. Seguendo le tavole illustrate, Snyder concede il bis e riprende la megalomania visiva, i ralenti, la violenza e la musica ossessiva del suo lavoro precedente rendendo il tutto ancora più pop e grandioso: gli effetti speciali sono a dir poco sconvolgenti, ma alla loro perfezione fanno da contraltare degli attori altalenanti: al magnifico Rorschach di Jackie Earle Haley, di sicuro il personaggio più inquietante e riuscito grazie alle scene migliori dell’intero film, rispondono le penose performance degli sconosciuti Matthew Goode e Malik Akerman, inconsistentemente imbarazzanti.

Da vedere? Senz’altro. Impegnativo? Molto. Non aspettatevi grandi scene d’azione o epici momenti da comic-movie: Watchmen è soprattutto sociologia, politica e riflessione. Non a caso è il solitario ed eterno Dr. Manhattan, con i suoi silenzi e la sua diversità, a regalarci gli unici veri brividi sulla pelle durante le quasi tre ore di film.

Segue il trailer.