marzo 13th, 2009Anteprima: GRAN TORINO
Gran Torino (Usa, 2008) di Clint Eastwood, con Clint Eastwood, Christopher Carley, Bee Vang, Ahney Her, Brian Haley, John Carroll Lynch
Il voto di Paolino è… 8½
La Ford Gran Torino del titolo non è soltanto un auto, per Walt Kowalski (Clint Eastwood): rappresenta il suo passato, quarant’anni di lavoro nello stabilimento che le produceva, e rappresenta, assieme al cane Daisy, l’unica certezza del presente, ora che è rimasto vedovo. La Gran Torino è e sarà sempre lì, immobile, nel suo garage. Lui non la guida mai, preferisce andare in giro con un vecchio furgone scassato, ma nelle belle giornate di sole la pulisce per bene e la espone nel giardino, come un trofeo, come un genitore farebbe con il figlio di cui è tanto orgoglioso. Walt è l’unico bianco rimasto in un quartiere popolato soltanto da cinesi. Profondamente razzista, Walt semplicemente li disprezza, offendendoli e considerandoli sottospecie di umani. Ma le cose cambieranno quando conoscerà la famiglia della giovane Sue e del suo fratello più giovane Thao (i debuttanti Ahney Her e Bee Vang), vessati e maltrattati da una gang di teppisti. Il Giustiziere della Notte sarà costretto a tornare in azione?
Ormai dire che Clint Eastwood è diventato una garanzia equivale a sottovalutarlo. Di capolavoro in quasi capolavoro, il suo tocco classico, mai marcato ma efficace continua a colpire al cuore con storie di straordinaria umanità e di alto tasso morale. Non risparmia niente e nessuno: la religione (“superstizioni per vecchiette”), le forze di polizia, la società. Il suo Walt è fuori tempo, ha ancora la mente in Corea, una ferita del suo passato che non si è mai rimarginata ma che l’ha reso l’uomo rude, testardo, scorbutico ed imperscrutabile che è. Ma anche fedele, generoso, pronto a sacrificarsi per i più deboli. Come Gesù, direbbe il giovane padre Janovich (Christopher Carley, Leoni per agnelli) tentando invano di farlo confessare, ultimo desiderio lasciatogli in eredità della devota moglie defunta.
Gran Torino parla di come tutti gli uomini siano uguali, non importa se bianchi, neri o gialli, e di quanto siano inutili e dannose le discriminazioni e i pregiudizi razziali. I valori e le tradizioni di ogni popolo vanno rispettati e conosciuti quanto più possibile prima di essere giudicati. E sarà proprio il burbero Walt, dall’anima ossuta e vecchio stampo, ad essere da esempio a tutti compiendo un gesto che mai si sarebbe aspettato di poter mettere in atto.
Un’interpretazione struggente e commovente, un grande attore al suo ultimo film davanti alla macchina da presa (come lui stesso ha dichiarato). Un testamento memorabile.
Segue il trailer.

marzo 13th, 2009 at 21:48
ne sa un sacco. la classe non è acqua
marzo 13th, 2009 at 22:08
cazzo, è sempre il “biondo” di una volta, non vedo l’ora di vederlo
marzo 14th, 2009 at 02:50
E posso dire che stasera era un’emozione vedere la sala piena per il vecchio Clint? Se lo merita.