marzo 29th, 2009LA MATASSA
(Italia, 2009) di Giambattista Avellino, Salvo Ficarra, Valentino Picone, con Ficarra e Picone, Claudio Gioè, Mario Pupella, Anna Safroncik, Pino Caruso, Maria Di Biase
Il voto di Paolino è… 6
C’è chi eredita denaro e chi la casa o la terra. Gaetano (Salvatore Ficarra) e Paolo (Valentino Picone), dai loro padri, hanno ereditato una lite. Per vent’anni i due cugini hanno vissuto nel rispetto di questo lascito, senza mai metterlo in discussione e anzi perpetuandolo, ma un giorno il caso li ha riunito sotto lo stesso tetto, quello della chiesa di don Gino, e li ha costretti a un gesto di pace. Per i novelli Caino e Abele è solo l’inizio della corsa ed è già tutto uno sgambetto.
Dopo aver stupito tutti con la loro seconda fatica cinematografica (Il 7 e l’8, quasi 8 milioni di euro incassati), Ficarra e Picone si sono ripresentati al cinema col loro terzo film (il primo, Nati stanchi, è meglio dimenticarlo…) e il successo è arrivato nuovamente. Non è da prendere sottogamba La matassa: continuando a raccontare storie di scapestrate famiglie siciliane, il duo comico fa centro anche stavolta con un racconto onesto e senza pretese, che scorre via fluido e utilizza un comparto di ottimi attori in ruoli secondari. Quello che noi italiani non siamo abituati a trovare in commedie volutamente comiche di questo tipo è ancora una volta il cardine della godibilità del cinema di Ficarra e Picone: la storia. Già il fatto che ci sia una trama che sta in piedi, pur con i dovuti eccessi, è un merito che va attribuito loro. Anzi, ne La matassa si permettono anche di dare una svolta a metà della narrazione trasformando quello che all’inizio era il racconto di uno screzio tra cugini nella lotta per la sopravvivenza di entrambi braccati dai mafiosi.
Alcune trovate sono molto buone (l’agenzia per far trovare mariti vecchi e malati alle giovani badanti dell’est), certe scene sono purtroppo drammatiche nella loro veridicità (i poliziotti che si fotografano tra loro col telefonino mentre arrestano i malviventi) e la sensazione generale è che Salvo e Valentino abbiamo ancora molto da raccontare sulla gente e sul paese da cui provengono. Non sarà grande cinema ma almeno è decoroso. Staremo a vedere che combineranno nel futuro.
Segue il trailer.