In queste ultime stagioni televisive Prison Break ha saputo ritagliarsi uno spazio non da poco nei cuori degli appassionati di telefilm. Lanciata in Italia in piena estate la serie ebbe un discreto successo, tanto da essere subito promossa a mesi più appetibili, anche se (purtroppo) sempre in seconda o terza serata.

E’ partita giovedì scorso su Italia 1, e continua sempre nello stesso giorno poco prima di mezzanotte, la trasmissione degli episodi finali della serie, ovvero la quarta stagione, conclusasi poche settimane fa negli States. Il primo anno un gruppo di carcerati capitanati dal geniale Michael Scofield riuscirono a fuggire dal penitenziario di Fox River, il secondo anno la loro fuga divenne rocambolesca ma nel finale si ritrovarono nuovamente in un luogo di detenzione, il carcere panamense di Sona, dal quale riuscirono ad uscire illecitamente alla fine della terza serie. Gli autori per il quarto anno hanno deciso di smetterla con le fughe, ma semmai di ribaltare la situazione: questa volta dovranno infiltrarsi tra le branche della Compagnia, una società multimiliardaria capace di tutto.

L’agente della Sicurezza Nazionale Don Self (la new entry Michael Rapaport, noto per la serie comica The War at Home) rintraccia Scofield, il fratello Lincoln Burrows e i loro compagni di fuga Sucre, Mahone e Bellick e offre loro una chance per poter tornare finalmente uomini liberi: dovranno rubare un preziosissimo hard disk dal mitologico nome di Scilla che contiene il libro nero della Compagnia, in modo da poterla smantellare per sempre. Dovranno però agire da soli e senza copertura, perchè la loro missione non è ufficiale. Ma a tramare contro di loro ritroveremo ancora il buon vecchio T-Bag e la sexy e vendicativa Gretchen Morgan, mentre un pericoloso cacciatore di teste renderà loro la vita un inferno.

In tutto questo, come potete vedere dalla foto di produzione (ingranditela), torna in stile Beautiful un personaggio dato per morto durante la terza serie, ovvero la dottoressa Sara Tancredi. Purtroppo questo intreccio poliziesco alla “24″, discostatosi totalmente da quello che era l’intento iniziale del serial di quattro anni fa, non ha appassionato il pubblico americano e ha decretato la fine della programmazione. Persino il volto di Michael Scofield, il bravo Wentworth Miller, aveva dichiarato ad inizio anno che se fosse stato per lui non avrebbe mai girato la quarta serie, ma che le clausole contrattuali lo hanno costretto.

Una stagione che fatica a partire e diventa interessante solo dalla metà in poi, con una serie di morti improvvise (in particolare una al nono episodio francamente imbarazzante) e una quantità industriale di cadaveri da far invidia a Jack Bauer. La caratteristica che ha reso famosa la serie, quella della fuga dalla prigione, svanisce così e lascia il posto ad un acerbo mix di generi che ha faticato, giustamente, a far presa sul pubblico, anche per un’inverosimiglianza di fondo che non può non passare inosservata: soldi, armi, appartamenti lussuosi e apparecchi tecnologici all’avanguardia, il tutto costantemente nelle mani di un manipolo di ricercati dalla polizia senza che nessuno li finanzi… Qualcosa non torna. Resta di positivo la buona caratterizzazione dei personaggi, soprattutto dell’ex agente Alex Mahone interpretato dall’ottimo William Fichtner (tra l’altro il direttore di banca del prologo del Cavaliere Oscuro). Debole invece il Don Self di Rapaport, forse più portato a ruoli comici.

Attenzione però: la serie consta di 22 episodi, e l’ultimo si conclude con un inaspettato epilogo ambientato 4 anni nel futuro particolarmente toccante e commovente. Esiste però un film-tv intitolato Prison Break: The Final Break, ambientato poco dopo la fine degli accadimenti della quarta stagione (ma prima dell’epilogo) nel quale finirà dietro le sbarre l’unica persona del cast che non c’era mai finita e dove molte domande rimaste insolute troveranno risposta; in USA uscirà in DVD a fine luglio ma in alcuni Paesi, tipo l’Inghilterra, è già stato trasmesso in tv. Vedremo come si comporterà l’Italia a riguardo…

Voto alla quarta stagione: 5½