Antichrist (Danimarca/Germania/Francia/Svezia/Italia/Polonia, 2009) di Lars von Trier, con Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg

Il voto di Paolino è… 4

Lui e lei. Non hanno nome i protagonisti di Antichrist. Lui è Willem Dafoe, lei è Charlotte Gainsbourg, e interpretano una coppia di coniugi che subiscono un tremendo lutto: il loro piccolo muore cadendo dalla finestra di casa mentre i due sono impegnati in un intenso rapporto sessuale. Da lì, per la donna, inizia una discesa psicologica agli inferi che lui, psicoterapeuta, cercherà di farle superare. Partiranno così per un isolamento in una casa tra i boschi, ma qualcosa andrà inevitabilmente storto…

Lars von Trier è malato. Attenzione, non è ironia, è lui stesso ad ammetterlo: depressione, attacchi di panico, claustrofobia, insonnia, pianti isterici, dissociazione dal proprio corpo (!!!). Il cinema resta la sua unica via di fuga, la sua valvola di sfogo, il suo modo di comunicare con un mondo nel quale non si sente a suo agio. Certo però, di fronte ad opere come Antichrist, viene da chiedersi se tutto ciò a lui faccia veramente bene. Ci troviamo di fronte all’apoteosi del tutto e del niente, con un’opera filosofico-psicologica difficile da capire (a meno che non si sia avvezzi alle tecniche di riaggiustamento della mente) e visivamente estrema, capace di iniziare con un poetico e toccante prologo in bianco e nero e di concludersi con le tanto blaterate sevizie agli organi genitali maschili e femminili dei due protagonisti, che metteranno a dura prova gli stomaci (e la sensibilità) anche dei più abituati al cinema splatter. Un film coraggiosissimo (ma la sensazione è che Von Trier in cuor suo creda di non aver più nulla da perdere ad andare incontro a simili massacri annunciati) ma ad uso e consumo del regista e, forse, dei suoi seguaci più accaniti, che ritroveranno nelle sedute di psicoterapia di Dafoe e socia alcuni dei temi classici e ricorrenti del cinema vontrieriano, soprattutto riguardanti il ruolo della donna nel mondo. Una donna che in questo caso viene posseduta (dal demonio? dalla Natura? da nessuno?) e dà sfogo ad una rabbia animalesca e istintiva senza tregua nei confronti dell’uomo.

Innegabile il lodevolissimo lavoro dei due attori. Antichrist è un film sincero, che turba, che ognuno interpreterà e vivrà a proprio piacimento. Per quanto mi riguarda, e per giustificare il votaccio, lasciatemi concludere con una delle frasi più banali e risapute che qualcuno può dire dopo aver visto un film che non gli è piaciuto: “non è il mio genere”!

Segue una specie di trailer del film.