Coraline (Usa, 2009) di Henry Selick

Il voto di Paolino è… 7

Chi segue le mie recensioni sa che non nutro una particolare passione per il cinema d’animazione, per bambini o per adulti che sia. Mi risulta quindi difficile unirmi al coro di elogi che sta osannando con termini come ‘capolavoro’ il nuovo film in stop-motion (e in 3D) di Henry Selick (il regista di Nightmare Before Christmas, per quelli che ancora pensano che quello fosse “solo” un film di Tim Burton). Questo per puntualizzare che il mio voto, ben più basso di quelli che troverete spulciando in giro per la rete, non vuole essere di demerito ma è soltanto dettato dal mio gusto personale. Detto questo, Coraline e la porta magica è tratto da quella che sta per essere ufficialmente la fonte letteraria più abusata di questi anni, Neil Gaiman (Stardust), e racconta di una bambina che, con i due noiosi genitori, si trasferisce in una sperduta e fatiscente catapecchia che riunisce altre due abitazioni oltre alla loro: in una vivono due attempate amiche un tempo starlette d’avanspettacolo, nell’altra un artista circense russo rintronato. Coraline, praticamente dimenticata da padre e madre, troppo indaffarati per poterle dare retta, scopre una minuscola porticina che la condurrà in una realtà parallela, fatta degli stessi personaggi e luoghi dell’originale soltanto… migliori! Genitori amorevoli, vicini simpatici e spettacoli in suo onore. Ma tutto questo è reale? E soprattutto, perchè in questo “altro” mondo tutti portano dei bottoni al posto degli occhi?

Una favola nera, nerissima, che spaventerà parecchi bambini (o è solo una mia opinione?) soprattutto per vette quasi orrorifiche toccate nella parte finale. Selick crea un mondo, quello degli “Altri”, che sballotta costantemente lo spettatore tra picchi di sublime poeticità e feroci cattiverie, uno spettacolo continuo per gli occhi e per la mente che non può lasciare indifferenti. A tutto questo aggiungiamo pure un settore tecnico straordinario, con la novità del 3D: una tridimensionalità finalmente usata non per sorprendere lo spettatore con effettacci scenici od oggetti gettati contro, ma per dare un incantevole senso di profondità agli ambienti in cui si svolge la storia: notare soprattutto la straordinaria realizzazione del tunnel che collega i due mondi di Coraline.

Più che per i piccoli, dicevamo, Coraline è una fiaba per adulti anche per quello che illustra: che si viva in un mondo grigio e spento o che ci si trovi in un mondo gioioso e pieno di vita (leggi: che tu sia povero o ricco, sfortunato o fortunato), i desideri e le fantasie dei bambini devono essere assolutamente sempre considerate ed ascoltate, e nulla deve essere mai imposto con la forza, perchè loro sono lì che aspettano noi. E perchè un giorno potremmo essere noi ad aver bisogno di loro…

Segue il trailer.