The Hangover (Usa, 2009) di Todd Phillips, con Bradley Cooper, Justin Bartha, Ed Helms, Zach Galifianakis, Heather Graham, Mike Tyson

Il voto di Paolino è… 7½

La commedia americana dell’anno è arrivata, si chiama The Hangover (lett. “Il doposbornia”, ve l’immaginate un film italiano intitolato così?) ed è stato un successo così annunciato (già quasi 150 i milioni nel mondo, a fronte di un budget di 35) che il sequel era già stato programmato prima che il film uscisse nelle sale americane. Una commedia finalmente “adulta” che parte da un presupposto semplicissimo: Doug (Justin Bartha, il genietto de Il mistero dei templari + sequel) si sta per sposare, e i suoi migliori amici Stu (Ed Helms) e Phil (Bradley Cooper, ufficialmente nuova star di Hollywood) gli organizzano una folle notte di bagordi in quel di Las Vegas. A completare il quadretto si aggiungerà pure il futuro cognato di Doug, lo stralunato Alan (Zach Galifianakis, già in Notte brava a Las Vegas, ma anche in Into the Wild). Con tutte le buone intenzioni del caso, i quattro finiscono per passare la loro notte più pazza: peccato che al risveglio, in una suite completamente distrutta e abitata da una gallina, una tigre e un neonato, nessuno di loro si ricorderà più nulla e cosa ancora più importante, lo sposo sarà sparito…

Parte quindi un viaggio a ritroso demenziale ed irresistibile in cui i tre superstiti saranno cavie della polizia per testare i dissuasori elettrici, verranno braccati dalla mafia cinese, conosceranno una prostituta dall’animo buono (Heather Graham, n’altra che s’è persa per strada) e avranno a che fare con un Mike Tyson canterino. Un terzetto di attori straordinari, incarnazione dei tipici bravi ragazzi americani desiderosi di follie ma anche di una sana famiglia, una sceneggiatura ad orologeria (con un unico espediente davvero surreale, quello della conta delle carte al tavolo del blackjack), una regia (di Todd Phillips, Starsky & Hutch, Road Trip) accorta e funzionale che ci regala una trovata finale, quella delle foto durante i titoli di coda, davvero brillante. Volgarità, cattiveria e buoni sentimenti, un mix perfetto per un film irresistibile, con alcuni personaggi davvero semplici ma azzeccati, come il capo gay dei cinesi o, vi prego di prestarci la dovuta attenzione, il cantante del ricevimento nuziale del finale, letteralmente geniale! Ritmo da vendere e battute a raffica: non lasciatevi sfuggire Una notte da leoni!

E se vi chiedete quale effetto speciale fantascientifico abbiano usato per fare in modo che il personaggi di Stu potesse sembrare senza un incisivo per tutto il film, beh… nessun effetto, lui non ha mai avuto quel dente, e solitamente ne usa uno finto! Quando si dice essere al posto giusto… nel film giusto!

Segue il trailer.