giugno 21st, 2009UNA NOTTE DA LEONI
The Hangover (Usa, 2009) di Todd Phillips, con Bradley Cooper, Justin Bartha, Ed Helms, Zach Galifianakis, Heather Graham, Mike Tyson
Il voto di Paolino è… 7½
La commedia americana dell’anno è arrivata, si chiama The Hangover (lett. “Il doposbornia”, ve l’immaginate un film italiano intitolato così?) ed è stato un successo così annunciato (già quasi 150 i milioni nel mondo, a fronte di un budget di 35) che il sequel era già stato programmato prima che il film uscisse nelle sale americane. Una commedia finalmente “adulta” che parte da un presupposto semplicissimo: Doug (Justin Bartha, il genietto de Il mistero dei templari + sequel) si sta per sposare, e i suoi migliori amici Stu (Ed Helms) e Phil (Bradley Cooper, ufficialmente nuova star di Hollywood) gli organizzano una folle notte di bagordi in quel di Las Vegas. A completare il quadretto si aggiungerà pure il futuro cognato di Doug, lo stralunato Alan (Zach Galifianakis, già in Notte brava a Las Vegas, ma anche in Into the Wild). Con tutte le buone intenzioni del caso, i quattro finiscono per passare la loro notte più pazza: peccato che al risveglio, in una suite completamente distrutta e abitata da una gallina, una tigre e un neonato, nessuno di loro si ricorderà più nulla e cosa ancora più importante, lo sposo sarà sparito…
Parte quindi un viaggio a ritroso demenziale ed irresistibile in cui i tre superstiti saranno cavie della polizia per testare i dissuasori elettrici, verranno braccati dalla mafia cinese, conosceranno una prostituta dall’animo buono (Heather Graham, n’altra che s’è persa per strada) e avranno a che fare con un Mike Tyson canterino. Un terzetto di attori straordinari, incarnazione dei tipici bravi ragazzi americani desiderosi di follie ma anche di una sana famiglia, una sceneggiatura ad orologeria (con un unico espediente davvero surreale, quello della conta delle carte al tavolo del blackjack), una regia (di Todd Phillips, Starsky & Hutch, Road Trip) accorta e funzionale che ci regala una trovata finale, quella delle foto durante i titoli di coda, davvero brillante. Volgarità, cattiveria e buoni sentimenti, un mix perfetto per un film irresistibile, con alcuni personaggi davvero semplici ma azzeccati, come il capo gay dei cinesi o, vi prego di prestarci la dovuta attenzione, il cantante del ricevimento nuziale del finale, letteralmente geniale! Ritmo da vendere e battute a raffica: non lasciatevi sfuggire Una notte da leoni!
E se vi chiedete quale effetto speciale fantascientifico abbiano usato per fare in modo che il personaggi di Stu potesse sembrare senza un incisivo per tutto il film, beh… nessun effetto, lui non ha mai avuto quel dente, e solitamente ne usa uno finto! Quando si dice essere al posto giusto… nel film giusto!
Segue il trailer.

giugno 21st, 2009 at 12:57
Ma cosa significa: “una sceneggiatura ad orologeria”? Non l’ho mai capito.
Comunque sticazzi troppi film da vedere…
giugno 21st, 2009 at 13:17
haha ma è una di quelle cose senza senso che piacciono tanto a chi scrive di cinema…
cmq è ad orologeria quando gli “ingranaggi” funzionano perfettamente, senza deviazioni o inutilità, permettendo al meccanismo di funzionare speditamente.
giugno 21st, 2009 at 13:42
nessuno mi dice che avevo scritto “espediente” circa 56 volte in poche righe?
giugno 21st, 2009 at 15:51
In effetti era un po’ pesante da leggere con tutti sti espedienti, però non sono uno di quelli che dà troppo peso alle ripetizioni (d’altra parte abituato ai libri di ingegneria dove le ripetizioni sono obbligatorie per capire i concetti, sono diventato piuttosto asettico ai sinonimi).
Comunque grazie della spiegazione. Pensavo avesse a che fare con qualcosa riguardante il tempo, ovvero una sceneggiatura puntuale, ma non riuscivo a trovarne un senso.
Ma un dettaglio: “lui non ha mai avuto quel dente”. Mai mai mai? Fin dalla nascita?
giugno 21st, 2009 at 16:27
Ha avuto quello da latte ma quello “adulto” non gli è mai spuntato, così all’età di 16 (o 18, non me ricordo) anni si è messo la protesi.
giugno 21st, 2009 at 21:17
Sticazzi. Brutta storia.