Transformers: Revenge of the Fallen (Usa, 2009) di Michael Bay, con Shia LaBeouf, Megan Fox, John Turturro, Josh Duhamel, Tyrese Gibson, Ramon Rodriguez, Kevin Dunn, Julie White, Isabel Lucas, Rainn Wilson

Il voto di Paolino è… 5

Sam Witwicky (Shia LaBeouf) sta per entrare al college, mentre gli Autobot da lui scoperti collaborano segretamente con il Governo degli Stati Uniti per scovare e distruggere i Decepticon rimasti. Ma un oscuro robot alieno decide che il momento sia giunto per sferrare la sua vendetta nei confronti della Terra…

Nel 2007 a Michael Bay riuscì il miracolo. Innanzitutto fece un bel film, il che fu un passo inaspettato per la sua carriera. In secondo luogo, il bel film era basato su dei giocattoli Hasbro (!) ma tale presupposto non pesava affatto. Aspettarsi che Bay imbroccasse due film di seguito era francamente esagerato, ma la speranza, si sa, è l’ultima a morire, anche se le pessime stroncature che trovate on-line e sui giornali mi sembrano francamente esagerate, visto il materiale con cui abbiamo a che fare. Purtroppo però Transformers: la vendetta del caduto mette a dura prova la pazienza anche del più ben disposto cinefilo, con un taglia e cuci davvero di basso livello narrativo. Partiamo dai due espedienti di sceneggiatura che mi hanno dato più fastidio (leggeri spoiler): innanzitutto un transformer che può completamente camuffarsi da essere umano (e che essere umano!). Ma dico io ma si può? Finche questi robottoni cambiano forma mantenendo (a grandissime linee) i “pezzi” originali mi può andar bene, ma pelle e vestiti da dove me li fai saltar fuori? Secondo motivo di rabbia: ad un certo punto, per il gran finale, tutto il cast deve trasferirsi in Egitto. Come ci andranno? La soluzione più banale, ma anche la più efficace, sarebbe stata quella di prendere il gigantesco robot Jetfire, quale mezzo di trasporto sia lo dice il nome stesso, caricargli dentro tutta la mandria e partire alla volta della Giordania! E invece che ti inventano gli sceneggiatori Orci & Kurtzman (Transformers, The Island, Star Trek) con la new entry Ehren Kruger (I fratelli Grimm, The Skeleton Key)?? Il teletrasporto!! Il teletrasporto?? Ebbene sì, in un attimo robot e umani si trovano tutti tra le dune del deserto. Francamente troppo… Avrete letto poi, ma questa è stata sfortuna, che in fase di riprese il buon Shia LaBeouf si procurò un incidente automobilistico che gli comportò una brutta frattura alla mano. Come giustificarla quindi nel film senza dover fermare le riprese? Incredibile ma vero, ci faranno credere che Megan Fox, catapultata in Egitto nel suddetto modo, abbia con sé per caso un kit per la fabbricazione di un gesso istantaneo, come mostratoci in una scena veramente poraccia in cui lei finge di ultimargli la fasciatura… Tremendo!

Logico che gli effetti speciali del film siano qualcosa di unico nel loro genere! Bay ci ha abituati a livelli tecnici di livello irraggiungibile, il problema è che qui, dovendosi confrontare col capitolo precedente, risulta eccessivo in tutto: nella durata (due ore e mezza), tranquillamente dimezzabile; nei combattimenti, assolutamente stancanti; nei robot, sempre meno credibili. Tra l’altro ci si mette anche la versione italiana a peggiorare la situazione: a parte che qualcuno mi deve spiegare perché il transformer-satellite che naviga nello spazio ha un accento inglese alla Stanlio & Ollio, ma poi se decidi di tradurre il titolo originale del film (Revenge of The Fallen) in La vendetta del Caduto, perchè diavolo poi nel film il Caduto lo devi chiamare The Fallen??? Non volevo crederci… Un Caduto tra l’altro imbarazzante, conciato da faraone egizio… Piuttosto inguardabile.

Capitolo attori: Shia LaBeouf, l’ho già detto in passato, è bravo, anche se non ha una gran stoffa d’azione. Il problema è che è ora che cambi aria, visto che su sei film da protagonista, cinque erano scritti, diretti o prodotti dal suo mentore Steven Spielberg. Facilino fare successo così… Poi c’è Megan Fox, più giocattolo di tutti i robot messi insieme! Bella da far paura, come sottolinea Bay nella scena in cui è a cavalcioni sulla moto e subito dopo in un cambio d’abito piuttosto inutile, ma puro e semplice soprammobile: le sue battute riempiranno sì e no una paginetta scarsa, e per quasi tutto il tempo non fa altro che gridare “Sam!” “Sam!” “Sam!” “Sam!” a squarciagola. I marines di Josh Duhamel e Tyrese Gibson sono protagonisti in assoluto delle parti più noiose del film, mentre ringraziamo Dio per averci mandato John Turturro, che ci regala anche un inaspettato lato B

Il voto non è troppo cattivo visto il tipo di film di cui stiamo parlando. Alla fine non fa del male a nessuno. Ah, piccola curiosità: nel film il Presidente che dà gli ordini, anche se non visto, è nientemeno che… Obama! Hollywood ha trovato il suo nuovo idolo… Segue il trailer.