Tra tutti gli opening credits attualmente in onda, quelli di True Blood sono sicuramente i più affascinanti e per alcuni versi indecifrabili. La serie sui vampiri si apre con 90 secondi di immagini apparentemente distanti tra loro che in molti hanno tentato di riunire sotto un unico comun denominatore, quello della paziente attesa. Se i credits di Dexter sono metafora di un bisogno di sangue sanguinolento e razionale, in quelli di True Blood sono la passione, la caccia e il proprio spirito a farla da padroni.

Ecco allora il serpente che per ore aspetta immobile la sua preda attaccandola al momento perfetto, o il bambino che si sporca il viso con un frutto che ha tanto desiderato, o le fanatiche religiose che invocano il loro Dio aspettandosi un conforto che non avranno mai, fino al coccodrillo che si mimetizza nella sua palude, alla costante voglia di sesso e ad un’agognata parità di diritti (in questo caso per i vampiri) che tarda ad arrivare. E infine l’inesorabile e lenta decomposizione di una carcassa d’animale divorata dagli insetti e la lenta trasformazione di una farfalla (o quello che è).

E poi mille altri frammenti di immagini che ognuno può interpretare a suo piacimento. I titoli di testa di True Blood sono una gioia per gli occhi più ancora che la serie stessa, accompagnati in sottofondo da Bad Things del cantante country Jace Everett.