Chéri (UK/Francia/Germania, 2009) di Stephen Frears, con Michelle Pfeiffer, Kathy Bates, Rupert Friend, Felicity Jones, Frances Tomelty

Il voto di Paolino è… 5½

Parigi, inizio 1900. Lea (Michelle Pfeiffer) è stata una delle più ambite e preziose cortigiane e ancora oggi, mentre le rughe hanno cominciato a popolarle il volto, vive in agio e ricchezza frequentando l’alta borghesia e le sue ex “colleghe”. Una di queste, la prorompente Madame Peloux (Kathy Bates), zotica e scorbutica, è preoccupata che il suo figliolo 19enne, detto Chéri (Rupert Friend) stia passando una giovinezza troppo lasciva tra donne e alcol e chiede a Lea di prenderlo in cura e “svezzarlo” a dovere. Quello che doveva essere un semplice e breve gioco tra insegnante ed alunno però si trasformerà in amore e in sei anni di vita insieme, finchè un giorno l’efebico giovane sarà richiamato alla casa materna per compiere il suo dovere di rampollo e celebrare il matrimonio combinato che la madre gli ha preparato con una giovane abbiente.

Diretto dalla salda mano di Stephen Frears (Le relazioni pericolose, The Queen), Chéri incanta gli occhi dello spettatore grazie a sfarzosissime ricostruzioni d’epoca, a costumi notevoli e al fascino dei protagonisti. Peccato però che dietro tutta questa apparenza si celi una quasi totale mancanza di fascino e coinvolgimento. L’amore tra Lea e Chéri è solo abbozzato e ridotto ad una pura questione di sesso (molto puritano tra l’altro, cosa improponibile visti i personaggi in scena). Le svolte della trama sembrano poi un pochino forzate, mentre il finale è tirato via. Su tutti però spicca lei, la straordinaria Michelle Pfeiffer che a 51 anni mette nuovamente il suo volto (e le sue rughe naturali) a disposizione dell’occhio impietoso della macchina da presa, senza vergogna e anzi cogliendo l’occasione di essere nuovamente testimone del passaggio per molti doloroso dall’età adulta alla “vecchiaia” (già si era fatta imbruttire parecchio nel recente Stardust).

Il film andrebbe visto anche solo per il suo ultimissimo primo piano. Per il resto non mi ha convinto più di tanto.

Segue il trailer.