In pochi di voi sanno, cari i miei ignorantelli, che il sommo Immanuel Casto qualche anno fa ha pubblicato on-line anche un vero e proprio pamphlet dall’inequivocabile titolo “Divarication”, reperibile sul suo sito ufficiale. Poco meno di 30 pagine in cui il Casto Divo si racconta in ogni senso, con tanto di poesia/prefazione firmata Checilia Principessa Venusiana. Vi propongo oggi degli stralci degni della vostra attenzione. Direi che meritano un bel vietato ai minori!

Molti mi chiedono se faccio le cose che canto. Certo che le faccio. Forse esagero un po’, come nel Coraggio dell’Analità, quando parlo di 20 in una sera. Questo è proprio uno dei miei pezzi più autobiografici. Ho davvero avuto il problema di cui parlo, in seguito ad un eccesso di ingordigia: una volta ho invitato tre tizi a casa mia ed uno aveva questa proboscide mastodontica. E’ stato orrendo. Quando andai a farmi colonscopare, il medico, vedendomi turbato alla vista di quel tubo con una torcia al suo termine, mi disse: “Stai tranquillo, qui è passato di ben peggio”. Mi sembrò di cogliere un doppio senso.

Non mi sono mai ritenuto un grande cantante, un grande attore, né tantomeno un bravo musicista. Sono prima di tutto un creativo e mi basta saper mettere le mie abilità al servizio di ciò che desidero fare. (…) Ma, aldilà di ogni riflessione, il segreto è solo uno: NON PRENDERMI SUL SERIO. Preferisco prenderlo sul serio.

Feci un’orgia in cui non mi piaceva nessuno, ma essendo un signore, mi concessi come il galateo imponeva.

Per combattere l’artificiosità di questi tempi, nella quale io sguazzo, si sente in giro o in tv, che la gente celebra questo fantomatico valore della semplicità. Ma non è un valore! E’ una possibilità. Senza contare che ad una grossa intelligenza si accompagna solitamente una certa complessità. Detesto cose del tipo “se una cosa non mi piace io lo dico in faccia”. E’ una stronzata, oltre che una menzogna. In tutta umiltà mi sento spesso circondato da mentecatti e quindi cosa dovrei fare? Dire “tu sei brutto” e “tu sei ignorante”?

Mi inviteranno mai al Concerto di Natale in Vaticano? Proporrei il mio singolo natalizio “A pecorina nel presepe”.

Detesto le suonerie dei cellulari. Le trovo veramente di cattivo gusto e soprattutto non capisco perché far suonare qualcosa quando potresti farla vibrare.

Il mio problema è che spesso le persone intelligenti fanno discorsi seri e quelle stupide fanno discorsi frivoli. La cosa che più amo è fare discorsi frivoli con persone intelligenti. Però anche fare discorsi seri con persone stupide può essere molto divertente. Mi piace il modo in cui si prendono sul serio e la sicurezza con cui parlano. (hahaha questa cosa vale anche per me!!, ndP)

Ho perso la verginità a 15 anni con un caro amico di mia madre. Lei temeva che non vivessi nel modo giusto la mia omosessualità e così mi mandò a casa di questa persona di cui aveva molta stima. Dopo 20 minuti dal mio arrivo avevo dato il mio primo bacio. Dopo 30 avevo ricevuto il mio primo pompino. Dopo 32 avevo fatto il mio primo pompino. Dopo 45 presi il mio primo cazzo in culo. Ne fui emotivamente travolto, ma tutto sommato fu un’esperienza simpaticissima.

Credo che ogni artista dovrebbe porsi questa domanda: “Se quello che sto facendo lo dessero in televisione ed io mi ci imbattessi facendo zapping, rimarrei a guardare o cambierei canale?” Questo almeno se si vuole essere un artista inserito nel nostro tempo. La televisione è un elemento determinante nella nostra società ed ignorarla, per quanto possa giovare, significa non essere in grado di comprendere il proprio contesto culturale. La televisione non può essere noiosa, perché si può cambiare canale. Il tempo è il nuovo oro e la noia è lo sperpero peggiore. Fare annoiare il pubblico è un atto molto grave.

Conclude il libriccino il racconto di Checilia Principess Venusiana del suo primo incontro con Immanuel. Imperdibile. A quando la sua discesa in politica?