dragmetohellDrag Me To Hell (Usa, 2009) di Sam Raimi, con Alison Lohman, Justin Long, Lorna Raver, Dileep Rao, Reggie Lee

Il voto di Paolino è… 7/8

Il ritorno all’horror, seppur light, di Sam Raimi dopo la fatica produttiva dei tre Spider-Man (e in attesa, a gennaio, di prendere le redini del quarto capitolo) è un folgorante e giocoso baraccone nel quale ha fatto scendere in pista con la creatività che gli è consona un tripudio di ingredienti e situazioni che fanno la gioia del più godurioso spettatore e il terrore del più pauroso.

La giovane Christine Brown (una burrosa Alison Lohman, La leggenda di Beowulf) ha una carriera promettente in banca, ostacolata solo dal suo infido collega Stu, ed è fidanzata con un affidabile giovanotto (Justin Long, Die Hard: vivere o morire). Un giorno si siede alla sua scrivania un’anziana e schifosissima donna di nome Sylvia Ganush (Lorna Raver) che le chiede l’ennesima proroga a dei pagamenti insoluti, che Christine però, a malincuore, decide di rifiutargli. Sarà l’inizio del suo incubo peggiore, perchè la vecchiaccia le lancerà una potentissima maledizione che, se non fermata, la farà finire all’inferno entro tre giorni.

Si parlava prima di horror light perchè Drag Me To Hell è stato pensato appositamente per essere etichettato dalla commissione regolatrice americana con il visto censura PG13 (lo stesso dell’ultimo Harry Potter per intenderci): ma non lasciatevi ingannare, perchè questo film fa molta più paura di un qualsiasi sawhalloweenhostelnightmareocompagniabella che si sia visto negli ultimi anni. Effetti visivi da voltastomaco, spaventi tutti a segno, effetti sonori da applausi (spero ve lo possiate godere ad un volume altissimo!) e uno stile registico mai uguale a sé stesso, visto che Raimi passa da un inizio quasi fumettistico ad una parte centrale più incentrata sulla suspense finendo con un vero e proprio tuffo nel gotico nella claustrofobica, pur essendo ambientata all’aperto, scena nel cimitero. Il tutto con il terrore continuamente mescolato ad una comicità intestinale creata ad hoc per fare in modo che lo spettatore possa ridere non tanto di quello che vede sullo schermo ma soprattutto di sé stesso, ed in questo l’esilarante ma terribile scena della seduta spiritica è emblematica. Difetti se ne possono trovare, in primis la performance non all’altezza della giovane Lohman o il momento piuttosto forzato a casa dei genitori del fidanzato, per non parlare del “colpo di scena” finale che si capisce già a 3/4 di film, ma la decrepita megera di Lorna Raver non sarà facile da dimenticare.

Il trailer è in questa pagina.