settembre 17th, 2009IL CATTIVO TENENTE: ULTIMA CHIAMATA NEW ORLEANS
Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans (Usa, 2009) di Werner Herzog, con Nicolas Cage, Eva Mendes, Val Kilmer, Fairuza Balk, Jennifer Coolidge, Brad Dourif, Michael Shannon, Irma P. Hall,
Il voto di Paolino è… 6-
Terence McDonagh (Nicolas Cage) diventa tenente dopo aver salvato un ispanico da morte certa e dopo che in quella stessa occasione si è procurato un danno permanente alla schiena che significa per lui un vitalizio di Vicodin per sopportare il dolore. Drogato di medicinali e di ogni altra qualsivoglia droga, esercita così il suo ruolo di tutore della legge infischiandosi della legge stessa e facendo i suoi sporchi comodi, molto spesso legati al bisogno di farsi. Nella New Orleans post-Katrina, Terence tira a campare con la complicità amorevole della squillo d’alto borgo Frankie (Eva Mendes, sciatta). Un giorno gli viene affidato un caso riguardante lo sterminio di una famiglia di afroamericani, che lo porterà in un vortice di spacciatori, informatori e loschi criminali dal quale sarà dura uscire indenni.
La particolarità maggiore riguardo questa rivisitazione (non è un remake né tantomeno un sequel) de Il cattivo tenente di Abel Ferrara è ovviamente la scelta dell’attore protagonista, solitamente dedito a tutt’altro tipo di ruoli per famiglie. Di certo Nicolas Cage sarà stato il primo ad essere felice che la scelta sia ricaduta su di lui, perchè per la prima volta dopo anni riesce finalmente a dare prova di alcune basilari capacità recitative, da troppo tempo sepolte sotto chili di cerone e una capigliatura imbarazzante. In alcuni frangenti, soprattutto in quelli più estremi che coinvolgono il suo personaggio (mi viene in mente una scopata a cielo aperto, gli sniffamenti infiniti o un momento di risata isterica), Cage convince, mentre in altri la sua recitazione si fa più svogliata. Passando al film, siamo di fronte ad un poliziesco particolarmente ingarbugliato e non troppo interessante, nel mezzo del quale trovano posto piccole visionarietà linchane apparentemente insignificanti ma non del tutto prive di fascino. A molti il nome di Werner Herzog dirà poco, in realtà trattasi di un consideratissimo regista e documentarista tedesco da anni operante anche negli USA (il suo ultimo film è stato L’alba della libertà del 2006 con Christian Bale protagonista, uscito da noi solo in home video) che ha fatto dell’estremo realismo delle sue pellicole un marchio di fabbrica, molto spesso inserendo in ambienti invivibili o pericolosi, figure umane fuori da ogni schema e sempre, moralmente o psicologicamente, sull’orlo del precipizio.
Herzog sa colpire nel segno in certi frangenti (come nella scena dell’interrogatorio alla vecchia in carrozzina, sublimamente delirante) ma l’impressione è che gli riesca male il fattore coinvolgimento, elemento imprescindibile in un poliziesco che si costruisce sulle indagini e la ricerca di indizi. Ottima fotografia, ottime atmosfere, ma poca vera narrazione e la cara vecchia noia. Poteva davvero diventare un gioiello di genere.
In concorso al Festival di Venezia. Segue il trailer.
