24season7cast423Dopo la pausa forzata nel 2008 causata dallo sciopero degli sceneggiatori e dai guai giudiziari di Kiefer Sutherland, il 2009 è stato l’anno dei grande ritorno di 24 con la sua settima stagione, sbarcata finalmente anche in Italia sul canale satellitare FX in attesa del debutto in chiaro previsto per l’inverno su Italia 1.

Anticipata dal film-tv 24: Redemption, ambientato in Africa e di cui già vi avevo parlato qui, il Day 7 di 24 parte proprio dalle conseguenze degli eventi narrati nel prologo: Jack Bauer è stato costretto a tornare sul suolo americano e ad essere così processato da una commissione del Senato per alcuni atti illeciti compiuti durante il suo servizio al CTU, ormai smantellato. Durante il dibattimento Jack viene però prelevato dall’agente dell’FBI Renée Walker (Annie Wersching) che lo reclama come informatore riguardante una situazione critica: la tentata violazione del firewall del CIP, un sistema che protegge tutte le infrastrutture della nazione. Se l’attentato andasse in porto, ogni tipo di telecomunicazioni, trasporti o reti elettriche sarebbe vulnerabile. E Jack conosce bene l’uomo che si presume essere dietro a tutto questo: il suo ex collega, e amico fraterno, Tony Almeida (Carlos Bernard). Ma è davvero tutto come sembra?

Ovviamente no… Nei 24 episodi della nuova serie Jack ne farà nuovamente di cotte e di crude, dovrà conquistarsi la fiducia del nuovo Presidente degli Stati Uniti (una donna, Allison Taylor, interpretata da Cherry Jones fresca di Emmy per questo ruolo), ritroverà i vecchi amici Chloe O’Brian (Mary Lynn Rajskub) e Bill Buchanan (James Morrison) e dovrà vedersela con un cattivo d’eccezione, il premio Oscar Jon Voight. Jack per salvare il proprio Paese metterà totalmente a rischio la sua salute, elemento che farà tornare nella storia per una manciata di episodi anche sua figlia Kim (Elisha Cuthbert).

Adrenalina? Colpi di scena? Azione? Gli elementi imprescindibili di 24 ci sono sempre, comprese le traversie familiari del Presidente USA che inevitabilmente finiranno per condizionare gli sviluppi della trama. Ma ormai tutto ciò non è più una novità, e al settimo anno anche io, che considero questa serie la mia preferita in assoluto e la migliore tra quelle ancora in produzione, devo ammettere che si comincia a tirare la corda. Bauer è giunto ad un punto di non ritorno, talmente acciaccato nel corpo e nel cervello da rendere ogni suo gesto sullo schermo una sorta di “ultimo gesto”. Manca lo spirito, manca la vitalità, manca la passione che trasmetteva durante i primi anni. Oggi tutto sembra più prevedibile, e questo è un peccato. Prima che la serie scada del tutto, meglio farla finire con onore.

L’ottava stagione, secondo molti l’ultima, inizierà in America il prossimo gennaio.

Voto alla settima stagione: 6-