settembre 22nd, 2009IL GRANDE SOGNO

Il grande sogno (Italia/Francia, 2009) di Michele Placido, con Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Luca Argentero, Massimo Popolizio, Alessandra Acciai, Laura Morante, Silvio Orlando
Il voto di Paolino è… 4½
1968: Nicola (Scamarcio) ama il teatro e vuole diventare attore, ma è costretto controvoglia ad indossare la divisa da poliziotto. Laura (Trinca) è una studentessa universitaria che, in contrasto con la famiglia borghesotta e cattolica, si fa ribelle. Libero (Argentero) e uno dei trascinanti leader del movimento studentesco di quell’anno. Quando Nicola sarà chiamato ad infiltrarsi nell’università occupata, tra gli altri, da Laura e Libero, per lui cambierà la visione del mondo.
Quando un regista si mette a girare un film autobiografico bisogna sempre temere il peggio, perchè di solito il rischio è quello di trovarsi di fronte un prodotto che interessa solo a chi l’ha fatto. Sulla carta Michele Placido (Romanzo criminale) poteva essere la persona giusta a rileggere gli avvenimenti del ’68: purtroppo però i risultati sono ben più scadenti di quanto ci si potesse immaginare. Costruito su basi scricchiolanti e sceneggiato in maniera banale e poco avvincente, Il grande sogno finisce col diventare fin da subito una specie di romanzetto stile Harmony con lo spessore psicologico di un fotoromanzo in cui le rivolte degli studenti sono solo uno sfondo ad un triangolo d’amore possibile solo grazie alla liberazione sessuale. Le scene ambientate nella famiglia di Laura sono tra le più false e artefatte della memoria recente, mentre l’unica vicenda che sta in piedi (liason con la professoressa di recitazione Laura Morante a parte) è proprio quella dell’alter-ego di Placido, Nicola/Scamarcio. Anche lì però ci si immedesima in un personaggio e in una situazione che potrebbe essere stata ambientata in qualsiasi altra epoca dei nostri ultimi decenni, e il risultato sarebbe stato il medesimo.
Bravo Argentero, che è ancora acerbo ma punta stavolta sull’impeto rivoluzionario. Troppo composta la Trinca (premiata come attrice rivelazione all’ultimo Festival di Venezia: ma rivelazione de che??? fa film da ‘na vita!). Il migliore dei tre è Scamarcio, drammatico quando deve e comico quando è richiesto, una sempre migliore garanzia. Tutti gli altri attori di contorno, soprattutto i giovani dell’università e della scuola di teatro, sono quanto di peggio ci si possa aspettare dal grande schermo. Provenienti, suppongo, proprio dalle accademie di recitazione, questi giovanotti si esibiscono in maniera forzata, inumana, fredda, razionale e in definitiva irreale, dando al tutto un senso di artificiosità e di finzione (la differenza con la naturalezza di Scamarcio, ad esempio, è abissale). Ma questi pensano davvero di diventare attori recitando in questa maniera? Poveri noi.
Complimenti al reparto promozionale che ha aspettato a scattare la foto per il manifesto quando Argentero si era già rapato i capelli per il suo film successivo, Oggi sposi. Ne consegue che nella locandina ha un look, nel film ne ha tutt’altro. Bravi! Segue il trailer.
