orphanOrphan (Usa, 2009) di Jaume Collet-Serra, con Vera Farmiga, Peter Sarsgaard, Isabelle Fuhrman, CCH Pounder, Jimmy Bennett, Aryana Engineer

Il voto di Paolino è… 6½

Quando Kate Coleman (Vera Farmiga) perde la bambina che porta in grembo, cade in una giustificata depressione che non trova pace neanche dedicandosi agli altri suoi due bambini, il più grandicello e ribelle Daniel e la piccola e sordomuta Max. Lei e il marito John (Peter Sarsgaard) decidono così di tentare di colmare quel vuoto riempiendolo con l’adozione di una bambina orfana. La scelta cade sull’intelligente Esther (Isabelle Fuhrman), tanto dolce e cara all’apparenza quanto dal passato misterioso e tutto da scoprire…

Tutto il mondo è Paese. In America nelle settimane antecedenti l’uscita di Orphan al cinema si sono sprecate le polemiche sull’immagine che film come questi possono dare dei bambini già cresciutelli che negli istituti attendono una famiglia che li adotti. In realtà sarebbe bastato vedere la pellicola per capire che tali sciocchezze non trovano certo riscontro nella storia, che è un onesto thriller con sprazzi di buona violenza che si rivela però un po’ troppo convenzionale nella sua struttura. Almeno fino alla svolta, al colpo di scena, che a 3/4 di film spalanca le porte ad un finale ad alto tasso emotivo e particolarmente riuscito. Orphan merita una visione appunto per la sua ultima parte, oltre che per la superba interpretazione dell’ottima Vera Farmiga (The Departed, Il bambino con il pigiama a righe), ancora troppo sottovalutata, mentre delude Sarsgaard penalizzato da un ruolo poco credibile. Peccato che per il resto ci si barcameni tra spaventi telefonati e scelte registiche banali di Jaume Collet-Serra (La maschera di cera). Strepitoso il lavoro di trucco messo in pratica sulla piccola protagonista, che però non può essere spiegato senza rovinare il film a chi non l’ha ancora visto.

Produce Leo DiCaprio. Segue il trailer.