ottobre 31st, 2009NEL PAESE DELLE CREATURE SELVAGGE
Where the Wild Things Are (Usa, 2009) di Spike Jonze, con Max Records, Pepita Emmerichs, Catherine Keener, Mark Ruffalo
Il voto di Paolino è… 4/5
Max non sembra avere molti amici. Gioca da solo con la neve davanti casa, o al massimo con il suo cane, mentre la sorella adolescente ha ben altri grilli per la testa e sembra disinteressarsi del suo fratellino. La madre invece è divisa tra un lavoro che non le lascia spazio e il tentativo di rifarsi una vita cercandosi un nuovo uomo (nei cui panni troviamo Mark Ruffalo, in una breve apparizione-cameo ad inizio film). Insomma, il classico bambino con carenza di affetto e tanto bisogno di attenzione: un risentimento che, una sera come tante, sfocia in una brusca scenata che culmina con un morso alla madre. Spaventato dal suo stesso gesto, Max fugge nella notte e, raggiunta una barchetta, si arrischia ad affrontare onde pericolose che lo faranno approdare in una terra popolata da strane creature alte tre metri, dall’aspetto buffo e dal cuore ricolmo di buoni sentimenti.
A voler fare il cinefilo che se la tira dovrei mettermi qui a sproloquiare di quanto questo film sia intenso, profondo, di quanto tutta la storia sia una grande metafora della disillusione infantile e dei bisogni di cui avrebbero bisogno i piccoli ma che la società di oggi non riesce a dar loro, con immagini splendide, una fotografia evocativa tutta giocata sulla luce del tramonto… Insomma, pura Poesia…
…ma siccome da che mondo è mondo ‘Poesia’ fa rima con ‘Rottura di coglioni infinita’, diciamo le cose come stanno: Nel paese delle creature selvagge è un film di una noia mortale! Uno strazio, una tortura, pareva non finisse mai. Perchè in realtà, seppur tratto da un libriccino illustrato per bambini di Max Sendack, il film di Spike Jonze si rivolge direttamente al pubblico che già lo aveva apprezzato come regista di piccoli cult come Essere John Malkovich o Il ladro di orchidee. Si salva l’inizio, grazie all’ottima interpretazione del bambino protagonista (Max Records, imbarazzantemente uguale a quello dei Cesaroni) e a buone scene che introducono quasi violentemente lo spettatore nel racconto. Peccato che quando poi l’azione si trasferisce nel territorio delle Creature Selvagge abbia inizio la sofferenza. Sono preoccupato e dispiaciuto per quei bambini che malauguratamente lo vedranno, anche perchè verso la fine ci sono un paio di momenti particolarmente feroci che per poco non mettevano paura persino al sottoscritto.
Un film d’essai mascherato da prodotto per famiglie. L’unica cosa che si salva è il trailer, che faceva sperare in qualcosa di ben diverso. Lo vedete dopo il salto. Ottimo il doppiaggio di Pierfrancesco Favino, che presta la voce alla creatura Carol.

ottobre 31st, 2009 at 21:14
chissà perchè me l’aspettavo
novembre 2nd, 2009 at 13:32
eh anche a me il trailer ispirava, da spike jonze mi aspettavo di meglio (dopo un lavoro come essere john malkovich…)…magari lo guarderò per smentirti,magari no.
cosa dici, è un film da donne?
novembre 2nd, 2009 at 15:05
no macchè. è un film da poltrone vuote.
novembre 9th, 2009 at 18:57
A me è piaciuto…ho pure pianto!
Paolino cattivo!