capitalismalovestoryCapitalism: A Love Story (Usa, 2009) di Michael Moore

Il voto di Paolino è… 6½

Ogni film di Michael Moore è sempre un’illuminazione. Ci ricorda come con poche, semplici ricerche, un uomo possa mettere alla berlina istituzioni e persone d’alto rango. Questa volta il bersaglio è l’economia americana, con la famigerata crisi che sta mettendo in ginocchio il mondo intero. Le banche, gli istituti di credito, i politici: tutti sotto accusa per capire cosa è andato storto. E per Moore la risposta è una sola: il capitalismo non può andare d’accordo con la democrazia. L’uno annulla l’altra. Una provocazione forte, quella portata avanti dal documentarista, che fa testimoniare persino il proprio padre e richiama in causa la sua cittadina d’origine, Flint, già protagonista del suo film d’esordio, Roger & Me, i cui temi erano pressochè gli stessi, solo vent’anni fa.

E allora eccoci a scoprire il mercato che sta sotto gli sfratti, con i cosiddetti Avvoltoi che rivendono a caro prezzo case pignorate e acquistate da loro a pochi spiccioli; e poi l’incredibile, comprovata, storia delle aziende che stipulano polizze sulla vita dei loro dipendenti all’insaputa degli stessi, e che si dispiacciono quando il loro “piano di morte” annuale non raggiunge i profitti sperati! I ladri, i furbetti del quartierino, i rapinatori, non sono solo quelli che entrano nelle banche col volto incappucciato puntando una pistola all’addetto al di là dello sportello: è proprio da chi sta al di là dello sportello che bisognerebbe guardarsi. Non che fosse una novità…

E’ un Moore molto più arrabbiato, serio e visibilmente stanco quello di Capitalism: A Love Story rispetto ai suoi lavori precedenti. Poca ironia, molti numeri e tanti paroloni: un film che può facilmente risultare poco comprensibile a chi non mastica Il Sole 24 Ore quotidianamente, e che trova in questo piccolo ma significativo particolare uno dei suoi tasti dolenti. Per il resto non si può che plaudirlo ancora una volta, il mondo ha bisogno di persone come lui.

Segue il trailer.