2012_22012 (Usa, 2009) di Roland Emmerich, con John Cusack, Amanda Peet, Chiwetel Ejiofor, Thandie Newton, Oliver Platt, Thomas McCarthy, Woody Harrelson, Danny Glover

Il voto di Paolino è… 6

La fine del mondo è vicina, l’allineamento dei pianeti previsto per il dicembre 2012 e alcune spaventose esplosioni solari surriscalderanno a tal punto il centro della Terra da dare il via allo smottamento delle placche terrestri. In poche parole casa vostra nel giro di pochi minuti potrebbe trovarsi a 1000 chilometri da dove si trova attualmente! Poteva il re dei film catastrofici (Independence Day, Godzilla, L’alba del giorno dopo) Roland Emmerich farsi sfuggire un simile plot? Certo che no (ma a suo dire sarà l’ultimo del genere che farà).

2012 parte nel 2009, quando il giovane scienziato Adrian Helmsley (Chiwetel Ejiofor, American Gangster, I figli degli uomini) scopre l’imminente disastro mettendone a conoscenza la Casa Bianca e il Presidente – nero come il carbone – Thomas Wilson (il redivivo Danny Glover). I governi del pianeta hanno così modo, in segreto, di preparare una specie di piano di evacuazione che possa trarre in salvo almeno parte della popolazione per preservare la specie. Le previsioni di Helmsley si rivelano corrette, ma si verificano ben prima del previsto: nel 2012 il mantello terrestre comincia a fondersi e gigantesche crepe sul terreno danno il via alla catastrofe. Nel frattempo lo scrittore di scarso successo Jackson Curtis (John Cusack) scopre, grazie ad un mitomane che vive sulle pendici del vulcano di Yellowstone (Woody Harrelson), che ai potenti della Terra sarà concesso, dietro cospicuo assegno, di salire su delle navi (spaziali?) per sopravvivere. Con i suoi due figli, l’ex moglie e il nuovo compagno di lei, Jackson cercherà in tutti i modi di salire su quelle moderne arche.

“Uomini normali in circostanze straordinarie” è un po’ il leit-motiv della filmografia di Roland Emmerich. E per interpretare questi antieroi le scelte di casting non sono mai banali. Stiano larga mega-star o eroi del cinema d’azione (Will Smith non era ancora Will Smith quando si ritrovò a combattere gli alieni per il governo USA): qui la scena è tutta per l’intellettuale (e ottimo) John Cusack, costretto a doversela vedere con il mondo nel caos, tra capitomboli vari e un finale mozzafiato in cui si ritrova sommerso da gelide acque. 2012 è puro intrattenimento visivo, semplice, terra terra, senza le alte pretese che può avere un Michael Bay, per dirne uno. Se avesse avuto una sceneggiatura un tantinello (ma tanto) più accurata, dei dialoghi con una parvenza di originalità, dei personaggi che non rispettino dei secolari clichè tanto che appena appaiono in scena si può già prevedere la fine che faranno, allora potrebbe essere stato davvero un blockbuster da ricordare nel tempo. Così com’è rimane invece un semplice baraccone, una specie di enorme attrazione da luna-park nella quale immergersi sperando di goderselo in una sala con schermo enorme, una proiezione qualitativamente ottima e un volume da stadio, altrimenti non ne varrebbe la pena.

Scene che valgono il biglietto qua e là ce ne sono. Penso alla prima vera e propria sequenza d’azione (che ha luogo dopo circa 40 dei quasi 160 minuti di film), una spettacolare fuga in limousine dalla California che sprofonda, talmente delirante che è impossibile non amarla. E poi pazzeschi viaggi in aeroplano e gigantesche palle di fuoco che miracolosamente schivano un camper che viaggia a tutto gas. La sospensione dell’incredulità è d’obbligo: solo così il divertimento (forse) è assicurato.

Seguono il trailer e un paio di clip (molto tagliuzzate però).