Novembre 17th, 2009UN ALIBI PERFETTO
Beyond a reasonable doubt (Usa, 2009) di Peter Hyams, con Michael Douglas, Jesse Metcalfe, Amber Tamblyn, Orlando Jones, Joel Moore
Il voto di Paolino è… 5
Ci sono film i cui destini sono scritti. Alcuni troveranno posto nei libri di storia del cinema, altri vinceranno degli Oscar, altri ancora daranno vita a dei sequel. E poi ci sono quelli che finiranno miseramente in una prima serata estiva di Retequattro senza tanto clamore. Sarà così anche per Un alibi perfetto, sciatto legal thriller remake di un classico di Fritz Lang in cui un giovinotto giornalista (Jesse Metcalfe) vuole dimostrare che il procuratore distrettuale Michael Douglas crea ad hoc prove fasulle basate sul DNA dei presunti colpevoli per vincere i suoi processi d’omicidio e potersi candidare così a governatore. L’idea del ragazzo è quella di farsi accusare di un delitto di cui non si trova il responsabile, disseminando prove indiziarie che non però basterebbero da sole a farlo condannare da una giuria, aspettando che il procuratore tiri fuori dalla sua manica l’asso fasullo, che lo incastrerebbe. Inevitabilmente qualcosa andrà storto.
Gli appassionati del genere stiano bellamente alla larga da questo prodottino firmato Peter Hyams (lontano dagli schermi dai tempi del D’Artagnan col tipo di Grey’s Anatomy) se non vogliono essere presi in giro da una sceneggiatura che ridefinisce il termine ‘prevedibile’. Tutto è chiaro fin dal principio, ogni colpo di scena è lungamente telefonato (e quando non è così è perchè è talmente assurdo da risultare impensabile) e i personaggi sono descritti con la classica bidimensionalità di chi non ha nulla da dire. Il povero Michael Douglas getta la spugna in anticipo, mentre la coppietta di giovani protagonisti (lui l’ex giardiniere focoso di Desperate Housewives, lei la protagonista di Joan of Arcadia) è totalmente acerba. Una messa in scena poverissima contribuisce poi a rendere noioso un film che potrà piacere soltanto a chi non è avvezzo a storie di questo tipo, magari per una seratina scialla giocando a sparare ipotesi sui possibili finali.
Davvero cult una sequenza in un parcheggio sotterraneo con una macchina che testosteronicamente cerca di farla fare nei pantaloni alla ragazza protagonista. Segue il trailer.