ioemarilyn(Italia, 2009) di Leonardo Pieraccioni, con Leonardo Pieraccioni, Suzie Kennedy, Massimo Ceccherini, Luca Laurenti, Francesco Pannofino, Francesco Guccini, Rocco Papaleo, Biagio Izzo

Il voto di Paolino è… 4/5

Gualtiero Marchesi (Pieraccioni) è separato con figlia adolescente, dopo che la moglie gli ha preferito l’indomito domatore del Circo di Posillipo Biagio Izzo. Solo e contorniato da amici messi pure peggio di lui, Gualtiero una sera si ritrova a dare vita ad una pseudo seduta spiritica nella quale invoca Marilyn Monroe. E Marilyn arriva. Purtroppo la può vedere solo lui, così prendono il via una serie di situazioni che lo porteranno più volte a mettersi nei guai. Fino a capire che forse è giunto il momento di riconquistare l’unica donna che ama davvero: la moglie? No, la figlia.

Diamo atto al comico toscano di sentire sulle sue spalle il peso dei cinquant’anni che si avvicinano e di aver abbandonato i film in cui si innamora della figacciona di turno. Qui non ce n’è manco l’ombra, e il suo personaggio è e rimane per tutto il film immerso nella solitudine e nella difficoltà di vivere da solo. Peccato però che Pieraccioni si stia staccando sempre più dal cinema puramente comico, tentando di mettere in piedi commedie che più che ridere facciano rilassare, divertire con leggerezza. Ma che ottengono l’effetto di risultare invece svogliate, stanche, prive di idee. Basti pensare alla battuta “che giornata di merda!” pronunciata da un tipo che al circo sta spalando gli escrementi degli animali: c’è qualcosa di più strasentito e ovvio?? Tanta attesa (…) c’era anche per la coppia gay di Luca Laurenti e Massimo Ceccherini, che se da un lato hanno il pregio di non scheccare rinunciando a dare vita ad un’ennesima macchietta e risultando quindi persone normalissime e comuni, dall’altro sono maldestramente sfruttati e avrebbero meritato molto più spazio di quello che hanno a disposizione, magari togliendone a Rocco Papaleo che soffre per un personaggio scritto male. Rimpiangiamo insomma le atmosfere spensierate del Ciclone, quella toscanità prorompente e vitale che Pieraccioni ha man mano perso per strada. Non basta mostrare buone intenzioni: bisogna anche saperle portare avanti.

Segue il trailer.