tralenuvoleUp in the Air (Usa, 2009) di Jason Reitman, con George Clooney, Vera Farmiga, Anna Kendrick, Jason Bateman, Amy Morton, J.K. Simmons, Zach Galifianakis, Chris Lowell, Danny McBride, Sam Elliott

Il voto di Paolino è… 7

In un periodo di disoccupazione e crisi economica come quello che stiamo vivendo, c’è un settore che sta andando a gonfie vele: quello delle agenzie che vengono in soccorso dei capi che non hanno il coraggio di lasciare a casa personalmente i propri dipendenti e assumono veri e propri “maestri del licenziamento” per fare il lavoro sporco. Uno dei più quotati d’America è Ryan Bingham (George Clooney), vero e proprio mastino nell’arte dell’intortamento. Un tagliatore di teste richiestissimo che trascorre quasi l’intera totalità della sua esistenza (qualcosa come 320 giorni all’anno) in aerei e aereoporti per volare da uno Stato all’altro in cerca di personale in esubero. Fino a quando a scompigliargli i piani non arriva Nathalie (Anna Kendrick), giovane e baldanzosa nuova leva, che convince il capo di Ryan (Jason Bateman) che le spese di viaggio stanno diventando troppo ingenti: meglio licenziare in videoconferenza. Per l’uomo sarà l’inizio di un periodo di revisione della propria vita.

Sarebbe profondamente errato fermarsi alla superficie di Tra le nuvole. Quelle cose tipo “Com’è l’ultimo film di Clooney?” “Sì dai, carino”. Carino? Carino un par di coglioni. Dietro la facciata di commedia spigliata (il regista è quello di Juno ma soprattutto di Thank You for Smoking), briosa e vagamente patinata per i lussuosi club aereoportuali e i vari Hilton Hotel in cui è ambientata, la vicenda raccontata nasconde una delle tragedie più profonde degli ultimi anni: la perdita del lavoro in età troppo avanzata per potersi rifare una vita. Un lavoro al quale magari proprio quella vita è stata dedicata quasi interamente. Ryan Bingham è cosciente del ruolo che ha, è cosciente del fatto che la gente alla quale pronuncia la notoria frase “Liberi la sua scrivania” si ricorderà del suo volto fin sul letto di morte. Ma è cosciente anche del fatto che un giorno, se gli affari dovessero rialzarsi, potrebbe essere proprio lui una di quelle persone. Quindi non si pone problemi e vola, vola da un luogo all’altro a far fuori personale riuscendo persino a convincere i malcapitati di quanto questa opportunità potrà servire a dare una scossa alle loro vite in stallo. E si sbaglierebbe nel classificare Ryan come un uomo senza valori o ideali: è vero che il suo unico scopo nella vita è quello di entrare nel ristrettissimo club di chi è riuscito a percorrere 10 milioni di miglia in volo (sarebbe il settimo ad agguantare l’impresa), è vero che misura le persone che gli stanno accanto in base alla quantità di tessere e card che riempiono il loro portafogli, è vero che non crede nell’amore e nella famiglia e quasi di malavoglia viene costretto a partecipare alle nozze dell’”umile” sorella. Ma tutto ciò potrebbe essere destinato a finire quando sulla sua strada incontra Alex (Vera Farmiga, straordinaria), praticamente una sua fotocopia al femminile. Ecco la sua ancora di salvezza, la sua possibilità di redenzione. La saprà cogliere?

Tra le nuvole parte col botto, facendo recitare la parte dei licenziati da vere persone che hanno perso il lavoro, intervallati da camei come quelli di Zack Galifianakis (Una notte da leoni) e J.K. Simmons (Spider-Man). Purtroppo non mantiene le promesse fino in fondo, perdendosi un po’ troppo sul versante sentimentale nella seconda parte. Ma la prova di Clooney è una delle più buone della sua carriera, e tiene in piedi il film dall’inizio alla fine. L’importante, tra le risate e la spensieratezza che la pellicola trasmette, è ricordarsi alla fine di tutto che persone che fanno il lavoro di Ryan Bingham esistono sul serio. Brividi.

Segue il trailer.