amabilirestiThe Lovely Bones (Usa/Uk/Nuova Zelanda, 2009) di Peter Jackson, con Saoirse Ronan, Mark Wahlberg, Stanley Tucci, Susan Sarandon, Rachel Weisz, Jake Abel, Thomas McCarthy, Michael Imperioli

Il voto di Paolino è… 7½

Susie Salmon (Saoirse Ronan, Espiazione) viene uccisa all’età di 14 anni dal suo vicino di casa, il signor Harvey (Stanley Tucci). La sua famiglia piomba nel dolore e la polizia brancola nel buio alla ricerca di qualche sospetto. Intanto lei, “intrappolata” in una specie di limbo ultraterreno che ospita le anime che non sono ancora disposte a passare all’aldilà, osserva e veglia le persone sulla Terra alle quali ha voluto bene in vita.

Partiamo subito dalle attenuanti: il progetto era rischiosissimo perchè nasceva da un romanzo infilmabile (di Alice Sebold) che solo un pazzo come Peter Jackson poteva tentare di trasporre su grande schermo con dignità. In fase di sceneggiatura, assieme alle sue due sceneggiatrici abituali Philippa Boyens e Fran Walsh, ha compiuto un lavoro egregio, stravolgendo il testo scritto, salvandone solo le parti più importanti e riportandole a nuova vita: sarebbe stato per esempio troppo facile iniziare il film con le stesse frasi ad effetto che aprono il libro, mentre Jackson decide di posticipare quell’incipit partendo invece con un prologo carinissimo che ci accompagna per mano a fare la conoscenza della famiglia protagonista della tragedia narrata. In generale comunque tutti i primi 20/30 minuti fanno gridare al capolavoro, con una sequenza più straordinaria dell’altra ognuna diretta in maniera impeccabile (osservare la prima comparsa del signor Harvey, che in pochissimi avranno notato: strepitosa e geniale!).

Tutto perfetto insomma, almeno fino a quando la piccola Susie non viene assassinata (scena solo accennata ma che ha fatto comunque guadagnare al film il divieto ai minori di 14 anni in Italia, giustamente) e la sua anima si trasferisce nel Cielo. Da qui il film comincia a calare di tono, perchè per quanto il Paradiso personale della bambina sia visivamente affascinante, al pubblico piace più immedesimarsi in un vero racconto, che abbia realmente – e mai metafora fu più calzante – i piedi per Terra. Ed in questo caso è un giallo che appassiona anche se conosciamo già il colpevole, tenuto in piedi dalla magistrale personificazione dell‘indescrivibile Stanley Tucci (andate a vedere il film anche solo per la sua performance!), che dà vita non al Male assoluto ma ad una malato afflitto da un disturbo perforante, incapace di guarire. Ognuno dei personaggi di contorno gode di buona attenzione, tranne forse la madre di Susie  (Rachel Weisz), un tantinello lasciata da parte a favore del padre (Mark Wahlberg, in una delle sue prove più meritevoli), e della nonna Susan Sarandon, trascinante e perfetta, seppur sopra le righe.

Il risultato è comunque un film coraggioso e con tantissimi momenti di cinema straordinario, con un cast perfetto e una sceneggiatura che claudica un po’ nella parte centrale ma affronta con il piglio giusto il testo originale. Segue il trailer.