noneancoradomani(Italia/Austria, 2006) di Tizza Covi e Rainer Frimmel, con Patrizia Gerardi, Walter Saabel, Tairo Caroli

Il voto di Paolino è… 7½

Sono ormai ottanta in giro per il mondo i Festival e le manifestazioni che hanno ospitato la proiezione di Non è ancora domani (La pivellina), un toccante film realizzato dai due documentaristi Tizza Covi e Rainer Frimmel che sta facendo incetta di premi nel mondo, a partire dall’Europa Cinemas Label a Cannes passando per quello per il miglior film al Pesaro Film Festival e al Premio Speciale della Giuria e a quello per la Miglior Attrice all’Annecy Cinema Italien. Gli aggettivi per questo lavoro si sono sprecati: neorealista, zavattiniano, rosselliniano. Il motivo è presto detto: i due autori, con attori non professionisti presi dalla strada, raccontano una storia semplice ma realistica, che ha per protagonista una donna che un giorno in un parco di Roma trova una bambina di poco più di due anni sola su un’altalena. Nessuno si fa vivo, e quindi Patti la porta nella sua roulotte per la notte: la donna infatti vive tra il fango nella periferia romana mentre cerca di guadagnarsi da vivere portando in giro un mini-circo aiutata dal giovane Tairo, che vive con la nonna in un container adiacente, e da Walter, un signore austriaco.

Con approccio minimalista e in punta di piedi, alla Dardenne, Non è ancora domani parla di affetto e trasmette una leggerezza e una voglia di vivere travolgenti. Questo strano nucleo di persone, che non navigano certo nella ricchezza, sono felici e affrontano le difficoltà con il sorriso, molto più di chi ha un vero tetto sulla testa e uno stipendio fisso. La loro recitazione (che tale non è, visto che praticamente interpretano sé stessi) è magica, come magico è il fatto che i due registi abbiano saputo, con una delicatezza spaventosa, “utilizzare” una bambina di due anni con pazienza e tenacia, visto che di sicuro non si poteva certo darle un copione da imparare. Girato in Super 16mm, il film racconta di una povertà dignitosa e mai piagnucolosa, e se all’inizio può spaventare per la sua forma scarna, dopo pochi minuti ogni dubbio scomparirà in favore di un’immedesimazione totale nella vicenda.

Da Cannes qualcuno scrisse che probabilmente il film era uno dei migliori della rassegna. Non stento a crederlo. Peccato per il numero esiguo di copie (20) in cui è uscito venerdì distribuito da Officine Ubu. Di sicuro c’è che non potevo non parlarvene consigliandovelo caldamente.

Segue il trailer.