thetwilightsagaeclipseThe Twilight Saga: Eclipse (Usa, 2010) di David Slade, con Robert Pattinson, Kristen Stewart, Taylor Lautner, Xavier Samuel, Billy Burke, Anna Kendrick, Jackson Rathbone, Ashley Greene, Sarah Clarke, Peter Facinelli, Kellan Lutz, Nikki Reed, Bryce Dallas Howard, Dakota Fanning, Cameron Bright

Il voto di Paolino è… 5-

Ci sono due anime in Eclipse. Quella che ovviamente ci piace di più è frutto di David Slade, giovane regista cresciuto a pane e horror (suoi Hard Candy e 30 giorni di buio) che ci mette del suo a tentare di dare una sferzata davvero “vampiresca” alla teen-saga più criticata di sempre. Ciò che riesce a fare purtroppo è solo un prologo d’effetto sottolineato dalla roboante musica di Howard Shore (uno che vinto tre Oscar per le colonne del Signore degli Anelli, tanto per dire), una battaglia finale nella neve ritmata, essenziale ma d’effetto e praticamente niente altro. Per tutto il resto del film purtroppo l’anima resta quella – debole e noiosa - di Stephenie Meyer e della sua adepta sceneggiatrice Melissa Rosenberg, che danno vita a interminabili sproloqui sull’importanza dell’istituzione del matrimonio (vengono usate queste precise parole, d’altronde la Meyer è mormona), sulla giusta scelta di aspettare le nozze per “consumare” qualsiasi atto carnale, il tutto condito da canzoncine melense di qualche band sfigata e via discorrendo.

Si diceva, il film è aperto da un prologo che presenta un nuovo personaggio, il giovane Riley (Xavier Samuel, la cui interpretazione in questi giorni viene osannata dalla stampa senza alcun motivo, o forse uno c’è ed è che è un attore: merce rara da queste parti), trasformato in vampiro per essere la marionetta di Victoria (Bryce Dallas Howard, la cui carriera è in picchiata), ancora decisa a uccidere Bella. Che era anche lo stesso identito leit motiv del film precedente. D’altronde la trametta è quella che è. Dopo i primi tre minuti, si ripiomba nel tedio: Edward Cullen (Robert Pattinson), riesce a dire tipo trecento volte la parola “Sposami” in 60 secondi ad un’inebetita Kristen Stewart, record certificato. Ma è con l’entrata in scena poco dopo di Taylor Lautner/Jacob che si tocca l’apice del ridicolo involontario: accenno di barbetta finalmente spuntata (il figliolo è del ’92) e un senso di tremenda assurdità con musichetta tamarra e moto rombante sullo sfondo alla James Dean che meriterebbe un posto negli annali dell’orrore cinematografico.

Continua anche il pessimo lavoro sugli effetti speciali: i lupi sono ancora poco credibili, e le proporzioni costantemente sbagliate: una volta sono alti un metro, un’altra volta sovrastano gli umani, poi tornano mignon. Ci sono anche un paio di incredibili sviste di montaggio, segno probabilmente di pochissima attenzione in post-produzione: penso ad esempio a quando nel finale Jacob viene ferito mentre è licantropo e quando torna umano dovrebbe essere nudo ma si vedono chiaramente le mutante color carne che nel frattempo alcuni attori cercano di celare restandogli davanti. L’ironia come al solito manca del tutto, o meglio qui si tentano due o tre battutine da asilo nido con risultati pietosi che è meglio dimenticare.

Ma attenzione, cari amici del trash. Perchè a tre quarti del film vi sembrerà di essere entrati per sbaglio nella sala dove viene proiettato Brokeback Mountain 2: Jacob e Edward in una tenda piantata sulla cresta di un monte durante una bufera di neve nella notte. Bella dorme tra i due. Jacob è lì per scaldarla con il suo corpo bollente, cosa che ovviamente il vampiro non può fare. E parte un dialogo fatto di occhiatine fugaci, battutine alla “se non ci fosse Bella noi due potremmo essere amici”, sorrisini, ammiccamenti e quant’altro: insomma ci si aspetta davvero che da un momento all’altro i due si saltino addosso e si ingroppino violentemente in barba alla sbarbatella che russa sotto di loro. Un momento di altissimo cinema che riconcilia con la morte.

Eclipse riesce a rimanere un tantino sopra al pietoso risultato di New Moon, giusto per i due momenti sopracitati opera dell’occhio di Slade. Ma il tenero romanticismo che Catherine Hardwicke aveva messo in piedi nel primo film è un ricordo lontano, del quale restano soltanto frasi alla Bacio Perugina già scaduto, interpretazioni ogni volta più penose, e una tremenda sensazione di generale perdita di tempo.

Segue il trailer.