predatorsPredators (Usa, 2010) di Nimrod Antal, con Adrien Brody, Topher Grace, Alice Braga, Walton Goggins, Laurence Fishburne, Danny Trejo

Il voto di Paolino è… 5½

Un gruppettino di persone per bene (mercenari, yakuza, assassini, spacciatori, condannati a morte) viene catapultato all’interno di una giungla impervia senza alcuna spiegazione. Ben presto capiranno di essere in una riserva di caccia, di essere diventati “prede” di qualcosa di ben più potente di loro, e soprattutto di non essere sul pianeta Terra.

Se volessi utilizzare lo stesso metro di giudizio che ho adoperato per Solomon Kane qualche giorno fa dovrei etichettare Predators come un ennesimo film senza pretese da mandare giù senza paura come un aspirina per far scomparire per due ore qualche brutto pensiero dalla nostra testolina. Invece mi riesce difficile. Per gli intenti iniziali (quelli di non far rimpiangere l’originale schwarzeneggeriano di John McTiernan), per l’impegno profuso nella realizzazione (seppur a budget limitato) e per il cast, su cui però mi soffermerò più tardi. Predators parte e si butta – letteralmente – nell’avventura, in una giungla totalmente artificiale (e si vede) dove i nostri cazzuti eroi devono da subito imparare a conoscersi e a disprezzarsi nella giusta misura.

L’idea di partenza, buttata giù da Robert Rodriguez - qui produttore – nel lontano 1994 quando la Fox voleva affidargli il terzo capitolo della saga, era intrigante. Peccato che la realizzazione e la sceneggiatura non si rivelino all’altezza delle aspettative. I personaggi sono monocorde, e questo lo possiamo tranquillamente accettare in action di questo tipo, ma proprio per questo sono totalmente gratuite e insensate un paio di svolte di sceneggiatura, soprattutto l’ultimissima che riguardo il più innocuo del gruppetto (interpretato da Topher Grace, il Venom di Spider-Man 3), che indispongono e si rivelano addirittura fastidiose. L’idea poi di cercare di non eguagliare il massiccio fisico di Schwarzenegger mettendo a capo della banda un eroe più “intellettuale” – cita persino Hemingway durante il film – e meno pettoruto – anche se poi nel finale i muscoli li mostra eccome – scegliendo Adrien Brody si rivela deludente. Un po’ perchè Brody (che continua a fare scelte pessime e a cui tra un po’ chiederemo a gran voce di restituire l’Oscar insieme a Cuba Gooding jr.) ha tutto tranne che la faccia – e il naso – di un mercenario incazzoso, e poi perchè il ruolo scritto per lui è fastidioso e petulante, e lo rende antipatico. Insomma quando pare, ad un certo punto del film, che il suo personaggio sia schiattato, non ci dispiace neanche più di tanto.

Anche i restanti membri del cast deludono e perfino inquietano. Alice Braga vuole fare la Michelle Rodriguez di turno ma riesce solo a tenere il muso per 90 minuti, mentre Laurence Fishburne in comparsata-premio nel ruolo di un folle che vive da solo nel Pianeta da molto tempo paga il prezzo di uno dei ruoli più ridicoli del cinema degli ultimi tempi. Quando compaiono i Predators il film si rianima, sono violenti e ben realizzati, e rendono onore alla creatura originale. Ma meritavano un contorno decisamente più accattivante.