El secreto de sus ojos (Argentina/Spagna, 2009) di Juan José Campanella, con Soledad Villami, Ricardo Darìn, Carla Quevedo, Javier Godino

Il voto di Paolino è… 9

Data di uscita italiana: 4 giugno 2010
Sale: 61
Incasso totale: 1.050.000 euro

Benjamin Esposto per anni è stato l’assistente di un Pubblico Ministero. Ora è in pensione, e cerca un modo per riempire le proprie giornate. Decide così di scrivere un romanzo, ispirandosi a una faccenda a cui aveva lavorato quasi trent’anni prima, il caso di una ragazza stuprata ed uccisa in casa propria. Riviviamo così quelle indagini e il mistero attorno a loro, un mistero rimasto insoluto per tutto questo tempo. Per scrivere il libro Benjamin torna a trovare coloro i quali avevano vissuto con lui quella tragica storia, da Irene, segretaria del Pubblico Ministero amata da sempre, a Ricardo Morales, il vedovo della donna uccisa, ancora desideroso di vendetta.

Quando questo thriller argentino, qualche mese fa, ha vinto il premio Oscar come Miglior film straniero, la curiosità in me si è subito fatta pressante. Perchè com’era possibile che un film dichiaratamente di genere, costretto quindi da confini ben circoscritti e da una trama molto simile a tante altre (chi e perchè ha ucciso?) avesse potuto suscitare tutto questo clamore? Poi ho visto Il segreto dei suoi occhi, e la motivazione è subito stata chiara. Il film di Juan José Campanella è ipnotico ed attanagliante, doloroso ed avvincente, moderno ma classico. Emozioni tangibili, che non riguardano soltanto il caso in sé: si respirano tra le scrivanie degli uffici ministeriali, nei bar nei quali Benjamin è costretto ogni sera ad andare a prelevare il suo amico fraterno e collega Pablo, nella stazione dei treni nella quale ogni giorno il vedovo della vittima si apposta, sofferente, per aspettare quello che lui e la polizia credono essere il colpevole. Un colpevole che ad un certo punto verrà scoperto, ma ciò non sancirà certo la fine del film, anzi. Darà il via ad un moto di avvenimenti e di ripercussioni dolorose ed impreviste.

Cosa affascina de Il segreto dei suoi occhi? Affascina una regia strabiliante (Juan José Campanella è attivo da anni tra gli USA, dove gira svariati episodi di serie tv quali Dr. House, Law & Order, 30 Rock, e l’Argentina dove invece realizza i suoi lungometraggi) che utilizza spazi e colori come se dovesse dipingere il film anzichè filmarlo, concedendosi però a metà dello svolgimento un piano-sequenza magistrale ed incredibile che parte con un volo a planare su uno stracolmo stadio di calcio per poi continuare senza interrompersi tra i suoi corridoi d’accesso. Una sequenza tesissima non soltanto dal punto di vista tecnico ma soprattutto da quello del racconto, visto che segna un importante punto di svolta nel film. Poi le interpretazioni, tutte fenomenali (e molte impegnate su doppio fronte, visto che i medesimi attori interpretano più che credibilmente i personaggi negli anni Settanta e nei giorni nostri) a partire da quella del protagonista, uno straordinario Ricardo Darìn.

Qualche critica si può muovere alla sceneggiatura. Innanzitutto la scoperta di quello che potrebbe essere l’assassino avviene tramite una “prova” che definire risibile è anche gentile. Tra l’altro costui rimane assolutamente l’unico sospettato – senza alcuna prova contro di lui se non il fatto che non si fa trovare – per tutto il film. Poi lo stesso personaggio, nella seconda parte della storia, subisce un destino quantomeno discutibile. Insomma, senza questi difetti il film avrebbe davvero potuto essere perfetto.

Segue il trailer.