settembre 15th, 2010THE AMERICAN
The American (Usa/Italia, 2010) di Anton Corbijn, con George Clooney, Violante Placido, Paolo Bonacelli, Filippo Timi, Thekla Reuten, Bruce Altman
Il voto di Paolino è… 7
Jack (George Clooney) è un killer professionista ed un esperto di armi. Vive nell’ombra, spostandosi continuamente a seconda di dove i suoi servigi sono richiesti. Non ha famiglia, non ha amici. Deve sembrare un uomo comune, come comune è il suo nome, chiaramente fittizio. Una sua missione in Scandinavia non finisce come previsto, e Jack è costretto a sparire per un po’. Il suo committente, un russo, lo indirizza verso le quiete montagne abruzzesi, dove il killer cerca di rendersi invisibile. Ma anche lì viene scovato, e gli viene affidato un lavoro da una donna che per vivere fa il suo stesso mestiere: costruire un fucile di altissima precisione, ma estremamente silenzioso. Nella solitudine che si è creato attorno, spezzata solo dal parroco del paese (Paolo Bonacelli) e dalla provocante prostituta Clara (Violante Placido), Jack dovrà presto fare i conti con il suo io più nascosto.
Il fotografo Anton Corbijn debutta alla regia cinematografica, dopo Control, torna alla regia con questo affascinante thriller a tinte noir, che trova in George Clooney un interprete perfetto combattuto tra la sua anima nera da assassino a sangue freddo e i suoi sentimenti, che affiorano piano piano, per la bella Clara. Un film che vive di silenzi e paesaggi, ripresi in maniera distaccata e perfetta da Corbijn (sono quelli martoriati dal terremoto in Abruzzo, Clooney ha voluto girare il film lì per aiutare economicamente i posti disastrati), e meno di sceneggiatura, discutibile in più punti: ad esempio è piuttosto improponibile che in paesino di poche anime venga trovato un compaesano morto per colpi di proiettile e che il giorno dopo, a parte un rapido accenno al fatto da parte del prete, anziché scatenarsi il panico tutti facciano finta di niente e – soprattutto – nessuno si presenti dal misterioso nuovo arrivato americano per fargli qualche domanda a riguardo… Anche la divagazione sul passato del parroco, durante la quale entra in gioco in un piccolo ruolo anche Filippo Timi, sembra piuttosto sconclusionata: è chiaro il messaggio che vorrebbe dare (chi è senza peccato scagli la prima pietra) ma è anche piuttosto inutile ai fini della trama principale.
A fare da contrasto all’apparente insensibilità del protagonista ci pensano le passionali scene d’amore (rare nei film di Clooney) con protagonista la brava Violante Placido, integralmente nuda per il 90% della sua presenza in scena (dicesi dovere di cronaca). Nell’insieme il film ha uno sguardo profondamente cupo, nero e pessimista sul mondo in cui viviamo che non può che esaltarmi. E il primo piano finale di Clooney, superbo, ci traghetta verso l’unica conclusione possibile. Senza speranza, come tutto il film.
Segue il trailer.
settembre 15th, 2010 at 23:43
non penso sia il primo film di corbijn, forse mi sbaglio, ma mi pare che Control, il film sui joy division, sia suo (molto bello tra l’altro). Forse era solo il produttore, controllerò, ma mi pareva fosse regista.
settembre 16th, 2010 at 00:28
uuuu no hai ragione tu! lapsus mio!! sorry