settembre 21st, 2010RESIDENT EVIL: AFTERLIFE
Resident Evil: Afterlife (Usa, 2010) di Paul W.S. Anderson, con Milla Jovovich, Ali Larter, Kim Coates, Wentworth Miller, Sienna Guillory, Shawn Roberts
Il voto di Paolino è… 4½
Lo aveva promesso alla fine del terzo episodio (o almeno così ho letto, visto che personalmente l’ho mancato!) e lo ha fatto: Alice (Milla Jovovich) è volata a Tokyo, in compagni di “molte altre Alice”, per stanare e uccidere Albert Wesker (Shawn Roberts), capo della Umbrella Corporation e responsabile della distruzione del mondo e della trasformazione di tutti i suoi abitanti in famelici zombie. Svolto il compitino, che non va come sperato anzi costa ad Alice la perdita di tutti i suoi poteri sovrannaturali, la bella guerriera sexy e il suo aeroplanino scassato virano per l’Alaska, dove dovrebbe trovarsi Arcadia, una base di sopravvissuti. Invece trova solo Claire Redfield (Ali Larter) in evidente stato confusionale e senza più memoria. Le due così tornano a Los Angeles e si imbattono in un gruppo di sopravvissuti barricati all’interno di un ex carcere, tra i quali fa capolino per la prima volta nella saga anche Chris Redfield, fratello di Claire (Wenthworth Miller di Prison Break).
Avete presente quando acquistate un videogame, lo portate a casa ansiosi di giocarci ma in breve tempo vi accorgete che non è poi sto granchè? Che fate? Lo buttate? No, lo finite lo stesso! Ecco, la visione dei film di Resident Evil è più o meno la stessa cosa: è uno sporco lavoro, ma tocca vederli. Afterlife (che torna ad essere scritto e diretto da chi la saga l’ha anche avviata, ovvero Paul W.S. Anderson) non si smentisce e risulta un compitino sciatto e senza verve, con evidenti lacune sia in fase di scrittura che di realizzazione. Patinato e fintissimo, una sorta di Beautiful con i mostri, Afterlife mette in scena anche dei momenti altamente ridicoli come il primo colloquio tra Alice e Chris, fatto di occhiatine ammiccanti degne del miglior Harmony. Inoltre, quando il gioco si fa duro, c’è una bella differenza tra l’essere coraggiosi, cazzuti, e l’essere stupidi: ora, quando verso il finale i tre protagonisti si ritrovano all’interno di Arcadia, davanti ad una situazione che è chiaramente una trappola nella quale sono stati attirati senza troppa fatica, e loro se ne accorgono (l’ho capito dal fatto che una di loro dice: “E’ chiaramente una trappola”), ma senza pensarci su neanche mezzo secondo ci si gettano dentro senza neanche rifletterci o cercare un minimo di aggirarla, beh allora la credibilità scende sotto le scarpe!
Le scene d’azione sono al limite della fantascienza, da un omino forzuto che riesce praticamente solo con le sua braccia a salvare un aereo da un precipizio, a decine di sequenze in ralenti che, se fossero state mandate a velocità normale, avrebbero determinato una durata totale del film di circa 10-12 minuti! E il 3D, pompato al massimo, regala l’ennesima dimensione di cui nessuno ormai sente più la necessità.
Segue il trailer.
settembre 21st, 2010 at 19:58
Eh li ho visti tutti. Mi tocca anche questo, ma magari non in 3D (so che dirai che senza 3D sarebbe ancora peggio…)
settembre 22nd, 2010 at 02:26
No guarda, ero molto in ansia per questo 3D (il primo “vero” dopo Avatar). Io credo che più di così sia impossibile ottenere l’effetto, e sono sempre più sicuro che sarebbe un fuoco di paglia se gli esercenti dessero al pubblico la possibilità di scegliere in quale formato vedere un film. Invece purtroppo il 90% delle sale lo offrono SOLO in 3D, quindi si fa credere alla gente che sia un successo e si continuano a sfornarne. Guardatelo pure in 2D.
settembre 22nd, 2010 at 10:59
Immaginavo
dicembre 12th, 2010 at 23:52
Mamma mia che brutto! D’accordo, l’uno era pessimo, ma il due aveva già preso un piede migliore. Il tre era un cacata. Ma questo… è un facepalm continuo! Al di là delle cose che hai già elencato, è tutto il film che non ha assolutamente un senso, dalla vendetta (assolutamente sommaria e a caso), al modo in cui è stata preparata la “trappola”. Che poi del terzo episodio hanno solo ripreso la sede a Tokyo, ma per esempio della cura non si è proprio accennato.
Pessimi poi i ralenti e le scene d’azione (quando si lancia giù stile bungie jumping che azzera il momento con solo una semplice capovolta).
Hanno in pratica preso Resident Evil 5 (il gioco), che non ci azzecca una fava col resto della saga e lo hanno infilato dentro a caso (il mostro incappucciato e il Wesker biomodificato arrivano dal 5).
Unica soddisfazione: la Milla è sempre una gran donna!
dicembre 13th, 2010 at 01:43
haha vero, molti effetti gratuiti servivano ad ampliare la visione 3D e a niente altro.