novembre 1st, 2010ADELE E L’ENIGMA DEL FARAONE
Les aventures extraordinaires d’Adele Blanc-Sec (Francia, 2010) di Luc Besson, con Louise Bourgoin, Mathieu Amalric, Gilles Lellouche, Jean-Paul Rouve
Il voto di Paolino è… 5
Adele è un’intrepida avventuriera che pubblica romanzi basati sulle sue spedizioni in giro per il Mondo. La sua nuova missione è recuperare, in una piramide egiziana, la mummia di un eminente medico di età faraonica. Spera di riuscire a riportarla in vita, trovando così il modo di curare la sorella, rimasta irrimediabilmente ferita ed in stato vegetativo permanente. Intanto a Parigi, da un uovo conservato in museo, nasce incredibilmente uno pterodattilo…
Forse un giorno scopriremo cos’è successo a Luc Besson. Da indimenticato autore sperimentale che giocava coi generi e – soprattutto – metteva l’Europa al pari di Hollywood, a umile e quantomai inutile registucolo di tristi film per bambini. Praticamente la parabola contraria di qualsiasi uomo desideroso di fare il suo mestiere. Prima la serie di Arthur e i Minimei (in Francia è appena uscito il terzo capitolo) e ora il primo film basato sulle avventure a fumetti, famosissime oltralpe, di Adele Blanc-Sec. Una deriva ben poco chiara e soprattutto confusa, visti i risultati. Parlando di Adele e l’enigma del faraone, siamo di fronte ad un film burlesqueggiante senza un preciso pubblico di riferimento, che ha dovuto mascherarsi da film per bambini (che non è!) per essere venduto al pubblico. Un Indiana Jones in gonnella l’hanno definito. ma Indy, pur navigando a vista nell’inverosimile, non ha mai raggiunto tali vette di assurdità. Adele risveglia mummie e vola su pterodattili tra le nuvole della Parigi di inizio Novecento, parlando per tramite di una sceneggiatura tremenda (“Io me ne intendo di merde” è la frase clou della pellicola) ed ergendosi a protagonista di un generale tripudio dell’inutilità.
Dicevo che non è un film troppo adatto ai bambini (e qui apro la rubrica di servizio: PAOLINO’S PEDAGOGY). E non parlo tanto delle due poppe al vento che l’attrice che interpreta Adele (una sciacquettina di nome Louise Bourgoin, che in francese significa chiaramente Luisa Puttanona) si concede gratuitamente in vasca da bagno. No, parlo di una generale noia che sfocia, nel finale, in un momento anche ben poco digeribile (il flashback durante una partita di tennis tra le due sorelle). In generale, in un tripudio di nasoni (speriamo) finti, di un casting realizzato evidentemente dall’agenzia “I più brutti caratteristi di Francia a 2 euro l’uno” e di recitazioni sopra le righe, questa Adele Blanc-Sec, almeno noi italiani, speriamo di non rivederla proprio più. Se poi ai francesi piace sta munnezza… ah beh… Vive la France!
P.S.: ma almeno loro provano a farla, sta munnezza. Noi italiani l’unico set che conosciamo sono le quattro mura di un appartamento qualsiasi.
Segue il trailer.
novembre 16th, 2010 at 18:44
vero in tutto tranne che nel voto io gli avrei dato 4.
gli effetti speciali sono vergognosi, sembrava che besson volesse concentrare tutti i generi in un unico film.
la scena del tennis è indecente, e dire che è per bambini!!