novembre 16th, 2010THE SOCIAL NETWORK
T
he Social Network (Usa, 2010) di David Fincher, con Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Rooney Mara, Justin Timberlake, Armie Hammer, Max Minghella
Il voto di Paolino è… 7½
La storia (semi)vera di Mark Zuckerberg (qui con il volto di Jesse Eisenberg), il più giovane stramiliardario del mondo, la mente dietro Facebook, uno studente di Harvard dalle doti geniali ma dalla vita sociale poco sviluppata. Con fatica riesce a tenersi una ragazza – ma per poco, almeno nel film, mentre nella vita reale non è successo – e così la delusione amorosa lo spinge a creare un primo esperimento di social network ad Harvard, rubando le identità delle studentesse dagli archivi del college e mettendole in rete. Ma questo è solo il primo passo verso un’idea rivoluzionaria (ma è stata davvero sua? o l’ha rubata?) e verso una serie di processi che lo vedranno contrapporsi al suo ex migliore amico – e cofondatore di Facebook, almeno sulla carta – Eduardo Saverin (Andrew Garfield).
The Social Network è tecnicamente perfetto, per non dire strabiliante e mai banale. David Fincher svolge ancora una volta un lavoro straordinario e trasforma un film che in mani meno solide sarebbe potuto essere verboso, acquoso, sbrodoloso e tanti altri -oso in un affresco triste, cupo, nero e ben poco conciliante del mondo giovanile di oggi. Un universo alla deriva o un fulcro di potenzialità inespresse? Fincher e il suo sceneggiatore Aaron Sorkin (La guerra di Charlie Wilson, nonché creatore della serie tv The West Wing) si interrogano su questo, tanto che la storia che fa da spunto al progetto diventa quasi un corollario, un semplice trait d’union tra i vari blocchi della trama e i vari argomenti da trattare. Scegliendo un montaggio (letteralmente da Oscar il lavoro di Jeff Cronenweth) frazionato e che alterna la vicenda vera e propria alle udienze legali intentate da ex amici e collaboratori nei confronti di Zuckerberg, Fincher riesce a rendere appetibile un film fatto di soli dialoghi, senza scene madri, con una recitazione pacata e raramente urlata. La fotografia scelta (vi prego di ammirarla) è cupa, marrone, tetra quando dovrebbe essere esattamente il contrario (alle feste studentesche, nelle camerate, nelle serate al pub), mentre è chiara, luminosa, accecante solo quando Mark scopre la sua vera vocazione, solo quando tutto gli diventa chiaro, solo quando prende sicurezza. Una sicurezza però pronta a vacillare alla minima scossa, una sicurezza che forse manca ancora oggi.
Non è affatto un film facile questo The Social Network. Innanzitutto sarà arduo, per chi non mastica l’informatichese, star dietro a vari dialoghi tecnici, alle varie nozioni snocciolate da Zuckerberg e soci. Ed in secondo luogo sono tante le divagazioni, tante le sottolineature, tante le strade che Fincher decide di percorrere. Alcune più convincenti (la scena dei fratelli Winklevoss - interpretati entrambi dallo stesso attore, ma non ve ne sareste MAI accorti se non ve l’avessi detto io – che chiedono aiuto al rettore dell’università è sì una divagazione, ma una straordinaria divagazione!), altre meno (penso al personaggio di Sean Parker, ben interpretato da Justin Timberlake, essenziale per la trama ma poco incisivo). Il rischio-noia è sempre dietro l’angolo ma Fincher sa ben gestire il materiale che gli è stato affidato e rende The Social Network una sorta di piece teatrale, recitata e coreografata splendidamente.
“Su internet si scrive ad inchiostro, non a matita”. Me lo devo ricordare.
Segue il trailer.
novembre 17th, 2010 at 18:26
“Innanzitutto sarà arduo, per chi non mastica l’informatichese, star dietro a vari dialoghi tecnici, alle varie nozioni snocciolate da Zuckerberg e soci”
Vediamo…
novembre 17th, 2010 at 19:27
“per chi non mastica l’informatichese” –> cioè il sottoscritto. Ma volevo far finta di non rientrare nella categoria. Poi la mia rigida etica ha avuto il sopravvento e mi hai fatto uscire allo scoperto.