Scott Pilgrim vs. the World (Usa/Gran Bretagna/Canada, 2010) di Edgar Wright, con Michael Cera, Alison Pill, Mark Webber, Johnny Simmons, Kieran Culkin, Anna Kendrick, Mary Elizabeth Winstead, Chris Evans, Brandon Routh, Jason Schwartzman, Thomas Jane

Il voto di Paolino è… 8½

Scott Pilgrim (Michael Cera) ha 23 anni, ha finito i suoi studi ma vive ancora in un mondo di sogni fanciulleschi e cotte adolescenziali. Suona in una rock band sfigatina e si è appena fidanzato con un’asiatica 17enne della quale non è poi così convinto ma che lo fa sentire più sicuro di sé. Nella sua vita irrompe però Ramona, una seducente e misteriosa newyorchese dai capelli colorati con la quale Scott vuole a tutti i costi intraprendere una relazione. Dovrà però fare i conti con la Setta dei Malvagi Ex, un gruppo di uomini (e donne) che hanno in comune una storia passata con Ramona e che da allora vogliono avere il controllo sui suoi nuovi amori.

E’ arduo trasmettere a chi non ha visto questo film, e purtroppo in Italia è stato poco e mal distribuito la settimana scorsa per poi sparire già di colpo, la stessa energia, lo stesso travolgimento emotivo, la stessa carica di adrenalina e la stessa forza ironica dirompente che il lavoro di Edgar Wright infonde in chi lo guarda lasciandosene incantare. Il regista, che già con L’alba dei morti dementi e Hot Fuzz aveva finalmente rispolverato il genere parodistico portandolo però ad una fase ulteriormente complessa, stavolta si trasferisce negli Stati Uniti adattando un fumetto di Brian Lee O’Malley e trasformandolo in un film pressochè perfetto. La figura di Scott Pilgrim, un tardo teenager in cui una parte di noi non può non identificarsi ma che col tempo finiamo per deridere, fa da calamita per una serie di figure tutte assurde ma tutte credibili, ironiche e beffarde, sboccate e fragili, che riempiono il film di continui riferimenti al mondo moderno senza però far pesare le citazioni e gli ammiccamenti. Straordinaria ad esempio la figura del coinquilino gay di Scott (Kieran Culkin), una sorta di mentore dall’aria superiore che guarda tutti dall’alto verso il basso, o la cristallina determinazione della “cornuta” ragazza asiatica.

Ma è sul versante registico che Scott Pilgrim vs. the World esplode definitivamente. Edgar Wright compie il miracolo, non dà al film un secondo di tregua: montaggio frenetico che mai si perde tra le fila di un racconto che utilizza anche frammenti-flashback, miracolosi cambi scena e geniali trovate per gli improbabili “duelli” che il ragazzo deve affrontare. La sceneggiatura poi fa il resto: la penna dello stesso Wright e di Michael Bacall dà vita (non so in che percentuale perchè non ho letto il fumetto originale) a dialoghi frizzanti e sempre ottimi e a trovate da applausi a scena aperta. Le partecipazioni di Chris Evans nei panni di un attore pieno di sé e di Brandon Routh (Superman Returns) in quelli di un uomo dai poteri “vegani” (e sfido chiunque a non rimanere a bocca spalancata quando sulla scena irromperà la “polizia vegana”) sono perfette e sensazionali. Mentre l’annosa questione Michael Cera sì/Michael cera no (c’è chi dice che il personaggio di Pilgrim avrebbe meritato un volto più carismatico e credibile) si risolve, secondo la mia opinione, in un 50/50: in fin dei conti è l’assurdo a regolare le fila del film, quindi se Michael Cera veste i panni di un supercombattente amato dalle donne non sarò certo io ad avanzare obiezioni.

Non posso dirvi altro che: vedetelo. In qualche modo, in qualsiasi modo, in barba a chi non ha voluto regalarvelo.

Segue il trailer.