Away We Go (Usa/UK, 2009) di Sam Mendes, con John Krasinski, Maya Rudolph, Catherine O’Hara, Jeff Daniels, Allison Janney

Il voto di Paolino è… 7

Sono Burt e Verona: una coppia di giovani trentenni, non sposati, che non navigano di sicuro nell’oro (vivono in un appartamentino fatiscente e strettissimo) e stanno aspettando con trepidazione l’arrivo della loro prima bambina, che nascerà di lì a tre mesi. Il loro futuro è incerto e oscuro, e quando scoprono che i genitori di Burt (quelli di Verona sono morti) non potranno più aiutarli perchè si trasferiscono in Belgio per due anni proprio poco prima che nasca la loro nipotina, i due ragazzi si decidono a scegliere un nuovo posto in cui prendere casa e far nascere la nascitura. Ma quale? Iniziano così un viaggio on the road, da Miami al Canada, andando a trovare vecchi amici e parenti con la scusa di trovare la “casa perfetta”.

Dopo un’attesa di quasi due anni, arriva anche nelle sale italiane questa commedia con la quale Sam Mendes (American Beauty, Revolutionary Road) si è preso una vacanza cinematografica rilassante e intelligente prima di tuffarsi (ma quando?) nel nuovo 007. Ciò che salta subito agli occhi dopo aver visto American Life (inopportuna versione italica del titolo originale, Away We Go), è che non è quello che sembra: la protagonista è sì una coppia giovane alle prese con le difficoltà della vita, ma il loro è un rapporto solido, che non attraversa la fatidica “crisi di 3/4 film” che fa parte delle sceneggiature a stampo di mezza produzione hollywoodiana. Sono uniti, dall’inizio alla fine. Ciò che si sfalda è il mondo attorno a loro: una madre che non ha rispetto dei propri figli, o una che invece nega loro bisogni banali per assurde teorie new age. Burt e Verona non credono, come ogni quasi-genitore, che saranno il padre e la madre migliori mai esistiti, ma sono pronti ad affrontare con caparbietà le insidie del mondo in cui la loro primogenita si appresta a nascere.

Recitato così così (i due protagonisti vengono dalla tv americana), American Life è una commedia finto-indipendente troppo poco conciliante e ammiccante per far presa sul pubblico, ma con dentro, nascosto, un forte desiderio di ribellione. Segue il trailer.